I giocatori del Genoa corrono sotto la curva dopo un gol, con i tifosi in festa alle loro spalle.

Foto Genoa Cfc - Tano Press

Cosa vuol dire avere un tecnico che sa leggere le partite! Il Genoa, sotto di due gol al termine della prima frazione di gioco (anche grazie all’espulsione del portiere ospite per una sciagurata uscita fuori dall’area a falciare Vitinha), ribalta la gara contro il Bologna e vince per 3 – 2 con tre reti tutte messe a segno da giocatori subentrati (Malinovskyi, Ekuban e Messias).

Una grande prestazione di cuore e sacrificio che porta alla classifica del Grifone tre punti pesanti.

Dopo la tanto discussa gara di andata, quando il Bologna si impose negli ultimi minuti grazie ad un rigore tragicomico, il Karma ha restituito con gli interessi quanto allora tolto al Grifone.

Queste le nostre pagelle:

Bijlow: 6,5

Arrivato in settimana a Genova mister De Rossi lo mette subito in campo, nonostante le buone prove fornite da Leali nelle ultime gare. Del resto la gerarchia ora è chiara e giustamente spetta a lui difendere la porta del Grifone, anche se non giocava da un po’ di tempo. Incolpevole sui due gol subìti, non deve fare parate particolari, ma dà sicurezza al reparto arretrato giocando molto la palla con i piedi e facendo alcune uscite risolutive in bello stile in presa alta. L’esperienza decisamente non gli manca. E lo dimostra.

Otoa: 5,5

Gioca titolare prendendo il posto dello squalificato Ostigard. Nel primo tempo, con il Bologna arrembante, si mette a guardia del fortino con discreta qualità, ma ha il demerito della sfortunata autorete che costa il raddoppio dei felsinei. Ha poi una buona occasione di testa per rimettere le cose a posto, ma non è fortunato sulla sua conclusione, comunque pregevole.

Marcandalli: 7

Buona prova sui pericolosi attaccanti della squadra di Vincenzo Italiano. Dalla sua parte non si passa e prova spesso l’impostazione da dietro dando supporto a Norton-Cuffy. E’ in continua crescita e oggi ha anche il grande merito di fornire i due assist vincenti per Ekuban e Messias.

Vasquez: 6

Meno incisivo di altre volte, fa comunque il suo per tenere a bada gli attaccanti felsinei. Esce ad un quarto d’ora dal termine per dare spazio a Cornet.   Cornet: 6  Entra al 74° e porta dinamicità e freschezza in una gara dove nessuno ha risparmiato una goccia di sudore.

Norton-Cuffy: 6,5

E’ tornato il furetto che i tifosi rossoblù avevano imparato a conoscere dopo le ultime prove appannate dovute ad un affaticamento muscolare. Combatte avanti e indietro sulla fascia mettendo costantemente pressione alla difesa bolognese. Esce stremato ad un minuto dal termine del match.   Zatterstrom: N.G.  Pochi minuti per assaggiare il prato del Luigi Ferraris e aggiungere fisicità al muro della difesa del Genoa nel concitato finale.

Ellertsson: 6,5

Consueta corsa e grinta avanti e indietro in mezzo al campo. Come al solito si sacrifica in un gioco sporco, ma ha anche le qualità per sbagliare poco e affidare poi il pallone agli attaccanti rossoblù di casa.

Frendrup: 6,5

Come Ellertsson si danna a centrocampo per fermare la qualità dei centrocampisti ospiti. E’ uno di quei giocatori che ogni allenatore vorrebbe avere a disposizione. E’ sempre nelle prime posizioni fra i giocatori di Serie A che macinano più chilometri.

Martin: 5,5

Patisce oltre misura la verve di un giocatore rapido e tecnico come Rowe, che troppo spesso gli scappa. Dopo dieci minuti della ripresa mister De Rossi lo avvicenda con Messias. Ed è uno dei tre cambi che risulteranno determinanti.   Messias: 8   Ha una tecnica sopraffina e quando tocca la palla non è mai banale. La sua conclusione a giro per il 3 – 2 finale vale il prezzo del biglietto.

Colombo: 6

In avvio di gara De Rossi gli toglie il suo “gemello” Vitinha e lui sembra un po’ spaesato. Fa a botte con i difensori ospiti senza avere particolari occasioni per concludere a rete.

Vitinha: 6,5

Corre come sempre e porta a spasso i difensori felsinei, che però gli prendono ben presto le misure annullandone la pericolosità. Ha il grande pregio di essere protagonista nell’episodio che ha cambiato la gara, ossia l’espulsione di Skorupsky, costretto a falciarlo per impedirgli di andare verso la porta.  Ekuban: 8  Entra al 73° per portare più consistenza all’attacco rossoblù e lui ripaga il mister con una perla di rara bellezza.

Ekhator: 5,5

E’ schierato un po’ a sorpresa in una sorta di tridente che non ha dato i frutti sperati. Sempre preda dei difensori felsinei, non ha mai il guizzo vincente per rendersi pericoloso. Da lui ci si aspettava francamente qualcosa in più.    Malinovskyi: 8   E’ la prima grande intuizione del mister. Lo fa entrare al 55° rivoluzionando così la formazione pensata in settimana. E lui riapre subito il match con un “golasso” su punizione che i tifosi rossoblù non vedevano da qualche campionato.

Mister De Rossi: 8

Presenta una formazione inedita, con un tridente che nelle aspettative doveva creare grattacapi alla retroguardi di Italiano. Ma le cose non sono andate come sperava ed il Bologna, dopo qualche minuto di assestamento, prendeva le redini del gioco e rifilava due “oppercut” al Grifone che avrebbero stordito qualunque avversario. Ad inizio ripresa il mister rivoluziona quindi l’assetto tattico. Fuori l’evanescente Ekhator per dare spazio alle geometrie di Malinovskyi. Che appena entrato segna subito su punizione riaprendo il match. La sciagurata espulsione di Skorupski gli facilita poi le cose. A questo punto il Genoa, come un piranha che ha appena sentito l’odore del sangue, si gettava quindi all’attacco con un furore agonistico d’altri tempi, ma che fa parte del bagaglio culturale di un tecnico che da giocatore era Capitano e già una sorta di allenatore in campo di una Roma europea. Il ribaltamento della gara era quindi la logica conseguenza di tanto ardore. Ribaltamento che peraltro arrivava con altri due subentrati, Ekuban e Messias. Tre gol capolavoro che premiano la capacità del tecnico di leggere la gara.

Gip

 

 

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