Foto Genoa CFC - Tano Press
L’appetito vien mangiando. Un Genoa carico di un entusiasmo che fa sognare, dopo i successi con Roma e Verona, punta al terzo successo consecutivo per agganciare l’Udinese, distante solo tre punti a quota 36, chiudendo al Ferraris il discorso salvezza nel secondo anticipo della 30° giornata.
Quella con I friulani, guidati dal tecnico cinquataquattrenne tedesco Kosta Runjaic, non sarà una partita facile. L’Udinese è una formazione quanto mai tonica e pericolosa, quando è in giornata, che cerca il riscatto dopo la sconfitta casalinga con la Juve e per chiudere un periodo tutt’altro che positivo (una vittoria negli ultimi sei incontri). Da tenere d’occhio le percussioni di Zaniolo e l’attaccante Davis,oltre a Solet , difensore centrale goleador come Ostigard.
Tra i convocati del match, puntualmente riportati dal nostro Gip, c’è grande attesa per il ritorno in campo di Tommaso Baldanzi, a tre giorni dal suo compleanno (nato il 23 marzo 2003), che potrebbe essere schierato dal primo minuto. Il talentuoso centrocampista di Poggibonsi, cresciuto nell’Empoli, è stato fortemente voluto dal tecnico di Ostia, che aveva subito preannunciato come quel numero 8 fosse destinato a diventare un beniamino dei tifosi genoani.
De Rossi per questo incontro potrà contare su molte alternative a disposizione, tra cui Jean Onana e Patrizio Masini rientrato dalla squalifica.
In attacco confermata la coppia Colombo-Vitinha, supportata da Baldanzi, (o dall’esperto Messias), con Norton Cuffy e Ellertsson a spaziare sulle fasce. A dirigere l’orchestra del centrocampo la consolidata associazione Malinowskyi – Frendrup. Un Frendrup definito protagonista di quel “gioco oscuro” a cui un tempo si ricorse per definire il ruolo di un giocatore sempre preziosissimo, ma poco visibile, Capello. Un Frendup sempre nelle mire del mercato. Per la difesa del grifone confermato il trio Ostigard, Vasquez e Marcandalli. Ma come detto saranno molte le alternative in gioco nel corso della partita.
“Non siamo ancora salvi” è il mantra di un De Rossi che non nasconde le ambizioni e la voglia di andare ancora più in alto, verso posizioni più nobili, per una squadra in costante crescita di gioco e autostima che ha sorpreso tutti con i fatti dimostrando la sua capacità di lottare e imporsi con qualunque compagine, esaltando singoli e collettivo. Un discorso che va oltre la fine di questo campionato e che guarda a nuovi obiettivi. I tifosi possono sognare ma partendo da basi ben concrete. Per questo la volontà del mister è quella di andare avanti in questo finale con la stessa “fame” e determinazione per costruire un ‘identità più forte per l’immediato futuro.