Al Centro Sportivo Signorini, Daniele De Rossi ha presentato oggi la sfida tra Genoa e Sassuolo, usando toni realistici: partita importante ma non decisiva nella corsa salvezza, visto che ci sono ancora 18 punti in palio.
Il tecnico rossoblù richiama il valore simbolico della gara d’andata — vissuta da “quasi allenatore” — ma invita a restare concreti: una vittoria sarebbe pesante, senza però chiudere i giochi. Contro il Sassuolo, squadra “di grande qualità” nonostante la classifica, servirà massima attenzione: De Rossi teme soprattutto l’approccio leggero degli avversari già relativamente tranquilli.
Spazio poi anche ai ricordi personali: dall’incrocio recente con Luciano Spalletti al legame con Fabio Grosso, compagno al Mondiale 2006, oggi avversario in panchina. “Stima reciproca” e rapporti ancora vivi, ma domenica conterà il campo.
Sull’ultima gara contro la Juventus, De Rossi ammette errori e differenze di livello: primo tempo insufficiente, secondo in crescita. Rivendica però l’analisi interna e l’ambizione crescente della squadra, non più soddisfatta di sconfitte “accettabili”. Tra le note positive, la possibile titolarità di Tommaso Baldanzi, pronto dal primo minuto.
Quindi uno sguardo anche alla Nazionale: per De Rossi serve “un grande allenatore, un progetto e pazienza”, più che la distinzione tra selezionatore e tecnico. L’Italia resta un’eccellenza, ma ha bisogno di continuità per tornare ai vertici dopo le recenti difficoltà.
Il tecnico si conferma poi sempre più in sintonia con l’ambiente rossoblù, che incassa l’apprezzamento dei tifosi — testimoniato anche da un “referendum” cittadino — ma ridimensiona: “È un mix di risultati e feeling”. A fare la differenza, secondo lui, è soprattutto la condivisione di valori: passione, intensità e un modo viscerale di vivere il calcio, elementi che lo avvicinano alla tifoseria genoana.