oplus_2

oplus_2

 

Questa volta le magie di Gila non sono bastate. Un generoso ma sprecone Genoa viene punito oltre misura da un concreto e determinato Verona che sbanca il Ferraris per due a zero.  I gol del Verona sono arrivati nel secondo tempo con  Tchatchoua e Tengstedt su rigore.  Clamorose alcune occasioni fallite dal Genoa come quella  di Messias, dopo un suo sombrero, al 52′. Notevole possesso palla con un  Vitinha e Pinamonti che non hanno nè punto nè particolarmente convinto.

Dal Ferraris  Moreno D’Angelo.    Per la sfida con il Verona Gila  lascia  Malinovskyi in panchina , mentre Vitinha e Pinamonti sono le  punte,  supportate a metà campo da  Frendup e Badelj .  Il Verona si presenta con una sola punta: Tegstedt. C’è rivalità tra le tifoserie e si sente. Dopo il minuto di silenzio per ricordare Sven Goran Eriksson  il Genoa parte con una ordinata  aggressività su un Verona attendista ma ben messo in campo.  Non vi sono pericoli per i portieri. Lunghi fraseggi a metà campo , interrotti al 14′ da un serie di  due conclusioni  di Messias e Vitinha verso Montipò. Molto preciso Vasquez in difesa, mentre è “motorino” Messias ad agitare le acque e preoccupare i difensori veronesi. C’è volontà, un buon controllo a centrocampo  ma l’attacco si mostra alquanto leggero. La temperatura è veramente alta e al 24′ è tempo di  cooling break.    Al 27′ Montipò si supera per deviare sulla traversa un secco tiro di Vasquez su passaggio di Sabelli. Al 32′ un tiro del numero 18 veronese Harroui  impegna Gollini. Nel Verona due ammoniti dopo mezz’ora.  Segno della sua “determinazione e cattiveria”. Come detto nel  possesso palla prevale il  Genoa ma c’è scarsa incisività. Nel recupero gli ammoniti dei gialloblù salgono a tre con il cartellino giallo al centrocampista marocchino, con cittadinanza olandese,  Abdou Harroui.

Primo tempo con poche vere emozioni in cui prevalgono  le difese. Ad interrompere le sterili trame ci ha pensato Montipò, deviando sulla traversa un gran tiro di Vasquez.

Foto: Morenox

Al 52′  bellissima azione di Messias, che,  partito da metà campo, si presenta davanti a Montipò, ma la sua conclusione va a lato  di  poco. Gol mancato , gol subito.  L’azione  è il prologo all’inatteso gol  del Verona,  con  Tchatchoua  che interviene su  una corta respinta di un  Gollini, non proprio brillante in questa occasione. Un pallone  che Vaquez ha inutilmente cercato di respingere.

Le contromosse di Gilardino portano a tre sostituzioni  in breve tempo:  Thorsby per  Sabelli, Ekuban per un Vitinha che non ha incantato, e Malinowskyi per Badelj.  La giornata storta si concretizza nel tocco di mano di Thorsby al 63′. Il calcio di rigore tirato da Tchatchoua viene intuito da Gollini che sfiora la palla. E’ 0 – 2. Ci sarebbe tempo  per recuperare, ma la volontà e la spinta del generoso Genoa non riesce ad impensierire la difesa veronese. Un Genoa  che non ha saputo approfittare delle sue occasioni e che, nonostante un ampio controllo del gioco, si è visto  punito oltre misura, mostrando una certa fragilità in attacco, di fronte ad  un Verona ordinato e alquanto deciso. Nel finale gli sforzi del grifone non hanno dato  problemi a Montipò , mentre si sono registrati  alcuni pericolosi contropiedi dei veronesi nelle praterie lasciate libere dalla ricerca di rientrare in partita dei rossoblù.   Una sconfitta che comunque alla terza giornata non compromette l’impegno di un collettivo  nella  sua corsa. Nulla di grave. Questa volta le magie di Gila non sono bastate. Un allenatore  che comunque sta fronteggiando una serie di uscite indubbiamente pesanti sul piano tecnico, indipendentemente dalle criticità sulla gestione  delle sostituzioni.

oplus_2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *