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La notizia è che domani Balotelli non sarà in campo e non risulterà tra i  convocati per la  sfida al Ferraris con i viola di Palladino. Lo ha comunicato Gilardino affermando  “il giocatore è carico e motivato ma va tutelato in tutto e per tutto e non può risolvere da solo i problemi”.

In ogni caso quello di Supermario è un ritorno che piace a chi ama il calcio.

L’effetto mediatico c’è tutto, ma ora sarà il campo a dare quelle conferme che il grifone attende dall’arrivo del trentaquattrenne ex nazionale (nato il 12 agosto 1990).   Non è un caso se il suo tesseramento, sostenuto da Zangrillo e Gilardino, sia stato alquanto travagliato. Ora quello che conta è che il giocatore, con il suo tradizionale numero 45, sia pronto per scendere in campo con i rossoblù dopo un’assenza dalla serie A che perdura da quattro anni e mezzo. Non è detto che l’atteso esordio avvenga molto prima di un inevitabile periodo di adattamento. Nella  sua ultima fase, in cui ha giocato in Turchia e Svizzera, nonostante le non molte  presenze, Balo non ha mai perso l’abitudine al gol.

Certo il quadro di emergenza di una squadra letteralmente massacrata dagli infortuni (l’ultimo è Gollini) e le criticità  di gioco e classifica (oltre alle incognite sul futuro societario, in attesa di una cessione da parte di A Cap), non lasciano molto spazio a ulteriori attese per il team di Gilardino.

Il presidente tifoso Zangrillo, che ha sempre fortemente auspicato l’arrivo dello svincolato Supermario, ha ribadito la forte volontà del giocatore nel voler vestire la casacca rossoblù (in una città che conosce), per un ritorno in A che rappresenta l’ultima opportunità per  esprimersi a certi livelli.

L’attaccante, talento a suon di gol dell’Inter di Mancini e poi con Mourinho, è stato centravanti della  nazionale di Mancini che lo ha sempre visto come un pupillo.

I suoi gol lo portarono a soli 22 anni a essere a essere nominato per il pallone di FIFA 2012.

Tuttavia la  carriera di Balotelli è stata caratterizzata da continui up and down, per fatti non sempre legati alle cronache sportive.

Nell’immaginario collettivo è rimasta celebre la sua immagine con la maglia del City, allenato da Roberto Mancini, quando espose la scritta “Why always me? nel corso di un epico incontro contro il Manchester Utd. Era il 23.10.2011, e Balo segnò due gol dei sei incassati dai Reds Devils.

 

Il percorso sportivo del giocatore è animato da un’odissea di trasferimenti, dopo gli inizi con il Lumezzane e con la primavera dell’Inter.  Inter, Milan, Liverpool, Manchester City, Nizza, Olympique Marsiglia, Brescia, per poi passare al Monza in B, prima delle ultime presenze, dopo il 2020, in Turchia, in Svizzera e di nuovo in Turchia.

Questo prima del suo arrivo al grifone con un contratto annuale per circa 500mila euro.

Per quanto riguarda le ultime vicende sportive di Supermario, dopo l’esperienza con il Brescia, la sua città , a fine 2020 è passato in serie B con il Monza del suo grande estimatore Adriano Galliani. All’esordio entusiasmante (3-0 alla Salernitana), con la maglia dei brianzoli fecero seguito infortuni e assenze. Tuttavia, nelle poche partite (12) in cui fu presente,  non perse l’abitudine al gol:  furono 5 in quel campionato. Dopo il Monza Supermario si è trasferito in Turchia nell’Adana Demirspor (2021-22), poi in Svizzera con il Sion (2022-23), per poi ritornare con l’Adana Demirspor (2023-24). Nel complesso in Turchia ha segnato 7 gol in 16 incontri.

Ricordiamo come siano diversi “gli italiani” che giocano in Turchia tra i quali Mertens, Icardi, Osimhen  (Galatasaray), Ciro immobile (Besiktas), Dzeko e Bonucci (Fenerbahce).

Di sicuro, nonostante i 34 anni, l’estroverso giocatore,  nelle alterne vicende della sua carriera, anche come protagonista nella nazionale di Mancini, è un attaccante che senza dubbio ha mantenuto il senso del gol, come dimostrano le reti delle ultime stagioni. Manca la continuità ma la sua esperienza, il suo dinamismo, le sue conclusioni  potrebbero (anche part time) essere quanto mai preziosi nel   Genoa di oggi, per  dare brio ed efficacia ad un attacco poco pungente.  Supermario si è detto entusiasta del ritorno in A con il grifone e di avere ancora tanto da esprimere come calciatore.

Il business mediatico è certo ma quello che il Genoa cerca sono gol e punti che ridiano serenità a un ambiente alquanto teso per il momento critico su cui pesano  anche le incognite di un futuro societario che vede quando mai  vicina la cessione a un nuovo soggetto. Un passo ineluttabile che  vede  la mediazione della banca d’affari Moelis, per conto della società d’assicurazione A- Cap , creditrice di 777 Partners, il cui dirigente  Paul Mann è stato presente a Genova per stringere i tempi sul futuro di Genoa CFC.

In conclusione sottolineiamo come sia importante che da domenica 27 Balotelli sia  a Genova con l’intenzione di esprimersi, secondo quanto da lui affermato:  “soprattutto per quanto darà in campo” invece che attraverso roboanti propositi verbali.

In ogni caso pochi ritengono che questo arrivo ad alta risonanza mediatica sia sufficiente, e restano auspicabili ulteriori innesti per i vari comparti, a partire da una  difesa che non è più quella della scorsa stagione.

“Vogliamo Balo in panchina”

Dai primi commenti pare che la decisione di non far scendere nemmeno in panchina Balo  non sia stata presa molto bene dai tifosi che ci hanno interpellato: “Capiamo parliamo di un giocatore arrivato da pochi giorni, ma  si tratta di un attaccante esperto  che, anche giocando dieci minuti, potrebbe essere determinante con le sue conclusioni” è in sintesi quanto emerge  in diversi commenti sia di tifosi che di appassionati di calcio.

 

 

 

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