Il pronto e roboante avvio del mercato degli allenatori, a campionato appena concluso, testimonia l’importanza di queste figure, oltre che sul piano sportivo, nel dar forza ed equilibrio alle strategie e alle pianificazioni finanziarie e gestionali delle società calcistiche.
La notizia della conferma di Antonio Conte al Napoli, quando da tempo veniva dato per certo il suo ritorno sulla panchina dei bianconeri, i cui tifosi inviperiti parlano di ennesimo tradimento, rappresenta un segnale di stabilità, di crescita, di pianificazione e investimento, per la società partenopea appena scudettata che dovrebbe ulteriormente rafforzarsi sul mercato per affrontare la Champions in modo competitivo.
Intanto Massimiliano Allegri si accasa al Milan mentre Vincenzo Italiano viene confermato dopo l’ottima annata a Bologna.
E’ noto come solitamente le squadre che procedono a tourbillon di tecnici, anche tornando a richiamare personaggi da poco licenziati, come succedeva nel Palermo dello scomparso Zamparini, non ottengano spesso i risultati sperati. E successo quest’anno al Milan e l’anno scorso al Napoli, entrambe rimaste fuori da ogni Coppa internazionale.
Si stanno intanto diradando le nubi sul futuro di Gian Piero Gasperini. Il 67enne tecnico, sempre rimasto nel cuore dei genoani, pare vicinissimo alla Roma, (si è parlato di un triennale a 5 milioni a stagione) anche se voci dell’ultimo minuto, vedono un interesse da parte della Juventus. Da sottolineare come I giallorossi si siano dimostrati, guidati da quel Sir di nome Claudio Ranieri, la squadra più vincente del girone di ritorno. Squadra che, dopo un pessimo avvio, ha sfiorato una qualificazione Champions che avrebbe meritato. Certo l’ambiente romano appare molto diverso da quello bergamasco dove un tecnico esperto come Gasp ha portato una storica Coppa Uefa.
Tra i tanti allenatori un plauso merita Davide Nicola che, ancora una volta, si è confermato come tecnico specialista in salvezze a volte impossibili. Quest’anno il cinquantaduenne, nato nelle terre dei valdesi a Luserna S. Giovanni, è riuscito a salvare il Cagliari in una lotta appassionante che ha visto coinvolte più squadre fino all’ultimo secondo del campionato. Il destino di Nicola pare quello di non venire confermato dagli isolani, restando così pronto a subentrare a chissà chi nel corso del campionato come “salvatore”.
E la Juve? Il quadro, nonostante la qualificazione Champions strappata all’ultima giornata, resta complesso e carico di incognite sul piano societario e sportivo. Data per certa la partenza del direttore tecnico Giuntoli, la società deve fare i conti con un impegnativo piano di risanamento. Insomma perdura una fase di incertezza che sorprende in quella che è stata sempre la società leader in programmazione e gestione finanziaria, oltre ai successi sportivi.
Anche in casa Milan permangono incognite tecniche e finanziarie, dopo l’annata a dir poco turbolenta appena terminata con al pesante contestazione dei tifosi. La società rossonera ha comunque mostrato la sua pronta volontà A reagire assicurandosi l’arrivo, in realtà il ritorno, di un tecnico di prestigio come il livornese Massimiliano Allegri, (contratto biennale da 5 milioni di euro a stagione più bonus). Per tirare su le sorti del diavolo, che da dieci anni non restava fuori dalle coppe europee, è stato inoltre ingaggiato come nuovo direttore sportivo l’ex calciatore albanese, e ds della Lazio, Igli Tare.

E il Genoa? Si riparte da Vieira. Un tecnico che, senza lamentele e con sano pragmatismo, ha esaltato il collettivo a disposizione, non fermandosi una volta raggiunta la quota salvezza, mostrandosi quanto mai tosto e combattivo con le formazioni di alta classifica, com’è accaduto a Napoli ed a Bologna. Questo esaltando diversi giovani, alcuni dei quali sono diventati degli stabili riferimenti per la squadra, partendo da Masini, per passare a Norton Cuffy, Ekhator, fino al goleador Venturino. Un discorso ben diverso dalla concessione al ragazzo di una apparizione di pochi minuti ma basata nel dare reale fiducia al giocatore. Una fiducia ampiamente ripagata, anche sul piano economico, in piena sintonia con la società.
Eloquente l’affermazione: “Per vincere non c’è è un modulo giusto ma serve guardare la rosa, vedere i punti forti, e adattarsi con la qualità dei giocatori a disposizione che , in questi ultimi mesi, si sono mostrati quanto mai pronti a pressare alto e nel riconquistare preziosi palloni”. Per Patrick Vieira è chiaro come, oltre algoritmi e tabelle, sia fondamentale vedere i giocatori in prima persona, direttamente. Un fatto che costituisce per il tecnico francese elemento fondamentale del calcio
Resta comunque importante un rafforzamento di qualità in attacco e difesa. Nel mirino del grifone vi è il talentuoso ventiquattrenne Roberto Piccoli (ora al Cagliari) che rappresenterebbe un ottimo innesto per l’attacco genoano. Permangono delle incognite legate alle decisioni del futuro tecnico dell’Atalanta, società che detiene il cartellino del giocatore.
Dietro il decisionismo e la prontezza con cui si stanno decidendo le future panchine, sono collegati diversi fattori che, oltre a quello meramente tecnico sportivo, rivestono importanti sviluppi sugli equilibri economici finanziari e pianificazione delle società, quotate anche in Borsa, oltre alla necessità di invertire esposizioni finanziarie diffuse su cui pesano non ultimi, anche i rapporti con gli sponsor.