Giustificavo certi articoli di giornali, di sedicenti “ex”  giornalisti che vivono a Genova, con l’ avversione verso il  Presidente Enrico Preziosi. Dopotutto era un modo semplice cavalcando la contestazione per riuscire a vendere giornali o a fare audiens nelle trasmissioni sportive. Pazienza se, col senno di poi le notizie nel 90% dei casi, si siano rilevate inesatte, per usare un eufemismo.

La Presidenza Preziosi è durata più di tre lustri e forse questi Signori che scrivono o partecipano in TV, non ricordano più le  semplici regole che dovrebbe seguire un giornalista.

Ero comunque convinto che l’ uscita di Enrico Preziosi, avrebbe riportato tutto alla normalita.

Invece mi sono sbagliato, oggi la società Genoa è sotto assedio, i giornalisti suddetti invece di esaltare la stagione  sportiva appena conclusa, si sono lanciati come sciacalli sulle problematiche della Holding 777 Partners, scrivendone “peste e corna”.  Giornalisti neppure lontanamente ferrati su certi argomenti .

Non contenti si sono buttati, sempre con l’ ardire di fiere fameliche, sulle questioni private del signor Albert Gudmundsson, il quale non è stato condannato, per cui dovrebbe essere innocente fino a prova contraria. Non solo, hanno già scritto che il Genoa, con la pendenza giudiziaria in essere, non potrà vendere il giocatore ai prezzi dovuti per le sue straordinarie prestazioni. Con evidente, tra le righe, di godereccia soddisfazione.

Questa modo di fare giornalismo, oltre ad essere molto provinciale, cerca di condizionare i lettori o i telespettatori con messaggi comunicativi assolutamente negativi.

Se può essere consigliabile per una questione deontologica non far trasparire la propria simpatia per una  squadra o l’altra, non è neppure accettabile scrivere in questo modo sempre e solo a senso unico.

La società Genoa intervenga, proprietà e dirigenza si facciano sentire.

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