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Ci sono storie di calcio e di vita che trasudano emozioni.
Roberto Rossi ha curato una raccolta di scritti del padre Mario “Pinella” Rossi.
Il libro s’intitola :”Una vita in amaranto”
E’ la storia di un portiere molto forte ma anche di un allenatore sapiente, un consulente ma soprattutto un intenditore di calcio a 360 gradi.
Nelle pagine del libro emerge la consapevolezza del proprio valore morale e l’attitudine al non farsi sottomettere. Caratteristiche di Rossi prima come uomo e poi come professionista.
La fedeltà alla maglia dell’Arezzo ,ma non solo, prima di tutto è stato il suo mantra.
Nato ad Arezzo il 20 Maggio 1935 Mario in amaranto ha ricoperto diversi ruoli: portiere ,allenatore, allenatore dei portieri, consulente, capo scouting, sempre e solo a disposizione delle esigenze del club, con qualche no importante.
Non era un uomo che accettava qualsiasi proposta societaria ma motivava eventuali rifiuti legati solo e sempre al bene della  maglia.
Una vita intera a contatto con presidenti, allenatori, giocatori, magazzinieri  e tifosi dell’Arezzo.
Ha collaborato con allenatori come Antonio Valentin Angelillo,  Bruno Bolchi,  Lauro Toneatto, Enzo Riccomini, Beppe Chiappella e come allenatore dei portieri andrà sempre ricordato come colui che ha fatto fare passi decisivi per la crescita di  portieri come Giuliano Giuliani ,Nando Orsi e Pino Pellicanò che in seguito hanno difeso porte di importanti squadre di serie A.
La ciliegina ad Arezzo è stata far giocare, in pianta stabile, in serie B un aretino doc come Amedeo Carboni.
Amedeo rischiava di fare la fine del “nemo profeta in patria” poiché, seppur giovanissimo, non veniva schierato in prima squadra.
Pinella era subentrato come allenatore nella stagione 1984-1985 a  Beppe Chiappella.
L’allenatore riteneva prontissimo Amedeo e la sua carriera folgorante si è sviluppata anche grazie alla fiducia concessagli dal mister aretino.
Da giocatore ,con la maglia dell’Arezzo, ha esordito il 4 dicembre 1955 nel campionato di promozione mentre ha terminato il percorso in serie B ,sempre con la maglia amaranto, il 7 giugno 1970.
Oltre che con l’Arezzo il portiere aretino ha giocato nel Messina dal 1961 al 1968 con la quale ha fatto l’esordio in massima serie il 15 settembre 1963.
Messina 1962-1963
La maglia del Livorno l’ha indossata, in serie B, nella stagione 1964-1965.
Nel percorso travagliato dell Arezzo di quegli anni Pinella è stato quello che veniva chiamato quando le cose stavano per precipitare sapendo che lui era l’unico in grado,per autorevolezza amore e capacità professionali, di salvare il salvabile.
Un percorso lungo, sofferto, travagliato ma anche molto soddisfacente quello di Pinella.
Ha raggiunto l’apice della carriera il 22 giugno 1969 quando in un Arezzo-Rimini lo stadio comunale di Arezzo si alzò in piedi per applaudirlo e ringraziarlo per tutto l’impegno e l’amore profuso in tanti anni in amaranto.
Il momento più doloroso invece è stato il fallimento della società amaranto.
Dopo 40 anni di Arezzo per lui è stato difficile digerire un evento simile.
Il 17 aprile 1993 il calcio professionistico era dunque finito ad Arezzo ed, in quel momento ,Mario era l’allenatore che cercava per l’ennesima volta di compiere quel miracolo che però non accadde.
Pinella, nei suoi appunti ,sottolinea il dolore di percepire che, a causa del dichiarato fallimento, molte persone, dipendenti della società, avrebbero perso il posto di lavoro dopo tanto impegno profuso nel tempo.
Un uomo con la schiena dritta ma con idee ben chiare.
In un calcio come quello attuale l’umanità di Pinella arriva al lettore come solo quella a cui un vero rivoluzionario può arrivare.
Un libro con  mille vicissitudini legate al mondo del calcio, ancora molto attuali, ma anche un libro che emoziona e che racconta molto del mondo del calcio e di chi ci gravita intorno.
Mario “Pinella “Rossi ha dedicato eticamente la sua vita al pallone.
Personalmente lo considero uno di quei pionieri della dichiarazione iconica che fece Diego Armando Maradona allo stadio la Bombonera di Buenos Aires nella sua partita d’addio al calcio.
El diez argentino quel giorno dichiarò al mondo intero: “la pelota no se mancha” ossia “il pallone non si deve mai sporcare” e questo è stato anche il principio numero uno di Pinella molti anni prima.
Questo e altro sono raccontati  nel libro “Una vita in amaranto”, edito da Le Balze da suo figlio Roberto “Pinella” Rossi. Chi ama il calcio merita di conoscere questa storia.
Un libro scritto per raccontare un percorso di vita e di sport ma anche per ringraziare tifosi, collaboratori e tutta la collettività che è gravitata intorno a Papà Mario.

1 thought on “La dignità di Mario “Pinella” Rossi

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