De Rossi. 2025

Alla vigilia della sfida tra Genoa e Como, valida per la 34ª giornata di Serie A, l’allenatore rossoblù Daniele De Rossi presenta la gara in conferenza stampa dal centro sportivo di Pegli.

Il tecnico sottolinea l’importanza di mantenere alta la concentrazione nonostante il clima di festa al Ferraris, ormai vicino alla salvezza: la squadra vuole chiudere al meglio davanti ai propri tifosi, evitando cali di tensione contro un avversario “pericoloso e ambizioso”, ancora in corsa per l’Europa.

Sul possibile turnover, De Rossi respinge il concetto di “esperimenti”: spazio a qualche cambio, ma senza stravolgere l’assetto. L’obiettivo è valorizzare chi ha giocato meno, sfruttandone le motivazioni ma senza compromettere gli equilibri della squadra.

Dal punto di vista fisico non mancano le incognite: alcuni giocatori non sono al meglio, mentre Cornet è recuperato solo parzialmente e potrebbe avere un impiego limitato. Assente invece Norton-Cuffy.

Guardando oltre la singola partita, De Rossi rivendica la crescita del Genoa negli ultimi mesi, soprattutto in fase offensiva. Il miglioramento, spiega, nasce da principi chiari: maggiore presenza in area, gioco più compatto e coraggio negli inserimenti. Decisivo anche l’apporto dei subentrati, determinanti nel cambiare ritmo alle partite.

Sul futuro l’allenatore è chiaro: l’ambizione è alzare l’asticella e portare il Genoa a competere stabilmente per le posizioni europee, pur senza proclami irrealistici. “Provare ad arrivare tra le prime otto deve essere un obiettivo”, afferma.

Tra i motivi di maggiore soddisfazione, De Rossi evidenzia il rapporto umano costruito con squadra e ambiente, oltre alla crescita del suo staff sotto il profilo organizzativo e tecnico.

Infine, ampio riconoscimento al Como e al lavoro di Cesc Fàbregas: una squadra definita moderna, coerente e ben costruita, capace di esprimere un calcio di qualità grazie anche ad una progettualità solida. Ma domenica, assicura De Rossi, non ci sarà spazio per i complimenti: il Genoa vuole chiudere con una prestazione all’altezza.

De Rossi respinge poi le etichette tattiche: apprezza il gioco del Como, ma ribadisce che non esiste un solo modo per vincere. Il riferimento è anche al lavoro di Fabio Grosso con il Sassuolo: stili diversi, ma ugualmente efficaci. “Il calcio è fatto di mille soluzioni”, sottolinea, ricordando che ciò che conta è il risultato.

Ampio spazio poi al tema del gruppo. L’allenatore evidenzia il forte legame costruito con la squadra, emerso anche nei festeggiamenti collettivi dopo Pisa. Un rapporto autentico, basato sulla sincerità, che si traduce poi anche in rendimento sul campo.

Importante anche l’attenzione al vivaio: seguire la Primavera non è “una concessione”, ma parte integrante del lavoro, utile per valutare i giovani e integrarli gradualmente in prima squadra.

Chiusura dal tono più leggero con i giovani tifosi protagonisti: De Rossi sottolinea quanto il calore del pubblico del Ferraris rappresenti una spinta emotiva e una responsabilità per i giocatori. E pur dichiarandosi legato alla Roma, ammette di sentirsi ormai anche “un po’ rossoblù”, conquistato dall’entusiasmo e dall’identità della città di Genova.

Gip

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