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Se il calcio ha perso mordente, pathos in troppe partite non è certo per lo spettacolo visto alla Unipol Domus Arena tra Cagliari e Genoa. Una partita carica di gol, parate, emozioni, con qualche errore difensivo di troppo.

L’esordio di Daniele De Rossi sulla panchina genoana ha portato spettacolo, grinta, voglia di vincere che ha prevalso sulla difesa del punticino.  Quello che costituisce il sale vero che entusiasma il popolo rossoblù.

Contro vi era un Cagliari, anch’esso a sette punti, quanto mai motivato dopo tre sconfitte casalinghe davanti al suo pubblico. Un Cagliari guidato dal trentanovenne napoletano Fabio Pisacane, che esordì in serie B proprio con la maglia del grifone contro il Catanzaro il 28 maggio 2005.

 

Due allenatori legati al Boca: Pisacane ha tatuato lo scudetto degli Xeneizes, mentre è noto che De Rossi abbia chiuso nel 2020 con la maglia del Boca  Buenos Aires il suo percorso da calciatore  da sempre legato alla Roma.

Il Genoa ha iniziato l’incontro in modo aggressivo, (salvataggio di Caprile sul doppio tentativo di Vitinha e Norton Coffee), producendo molto in attacco ma, alla fine, è stato graziato da un errore dell’estremo difensore del Cagliari, su una parabola dalla distanza di Martin che si è insaccata, sorprendendo un portiere, fino a quel momento, risultato determinante.

Al 18’ un bello scambio tra Vitinha  e Colombo, esalta la vivacità in area del venticinquenne portoghese che fulmina Caprile. E’ un momento d’oro per il grifone che insiste. Colombo al 26’ in area spreca il raddoppio con un tiro debole da dimenticare. Si sentono fischi dagli spalti ma, come spesso accade, il Cagliari, che sembrava aver accusato il colpo, si riporta in pari grazie al cinismo di Borrelli che di testa insacca su calcio d’angolo al 33’.

Gli errori in attacco non fermano il Genoa che torna in vantaggio al 40’ con l’implacabile Leo Ostigard, alla terza rete in tre incontri, innestato al volo splendidamente da Morten Thorsby. Azione davvero bella.  Finire il primo tempo in vantaggio pareva cosa fatta ma la difesa del grifone, per niente attenta, si è fatta sorprendere da Esposito messo in azione da un passaggio di Alessandro Deiola.  Insomma sono fuochi artificiali tra due attacchi che erano i più asfittici della serie A.

Anche il secondo tempo vede un Genoa che spinge in attacco. Da segnalare una conclusione di Colombo   respinta da Caprile e un Ostigard ancora pericoloso che sfiora la doppietta. Ma le folate improvvise del Cagliari in attacco sono letali quando trovano in area la testa di Gennaro Borrelli, che porta il Cagliari per la prima volta in vantaggio al 60’.  De Rossi replica facendo entrare Ekuban e Carboni.

Al 78’ il Genoa avrebbe ritrovato il pari ma, il bel tiro al volo di Colombo che s’insacca,trova Ekuban in fuorigioco. Tra gli isolani nella parte finale si rivede il  trentaseienne Leonardo Pavoletti e Luvumbu. Il  pari arriva in modo rocambolesco su una punizione , addirittura da metà campo, di Aaron Martin che sorprende Caprile fino a quel momento decisivo con i suoi interventi. C’è ancora tempo per l’espulsione per doppia ammonizione per una pedina fondamentale come Norton Cuffy, sempre più richiesta sul mercato.  Finisce 3 – 3.  Aldilà del pari il Genoa targato Daniele De Rossi ha mostrato un’incisività decisamente incoraggiante.

Pisacane ambasciatore di legalità

Ci piace ricordare l’allenatore del Cagliari, ex difensore, Fabio Pisacane, di cui non si parla molto. Trentanovenne, nato nel cuore di Napoli, si è distinto per la sua tenacia, correttezza e modestia in campo e nella vita.  Scoperto da Claudio Onofri, che lo portò a giocare con il Genoa,(esordio nel 2005)  divenne un esempio tanto da essere eletto “giocatore dell’anno” dal britannico “The Guardian”, dopo aver vinto la battaglia con una dura malattia.  Ha esordito trentenne in serie A nel Cagliari allenato da Rastelli.  La Fifa lo nominò “ambasciatore per la legalità” per la sua denuncia, e il suo rifiuto di intascare cinquantamila euro, su una partita da truccare nell’epopea del calcio scommesse del 2011.

 

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