Nessun proclama roboante da parte di De Rossi, al suo esordio al Ferraris sulla panchina del grifone contro con gli scaligeri, nel match che aprirà la tredicesima giornata.
Il termine scaligeri deriva dal nome di una potente dinastia nobiliare che governo la città di Verona dal 1262 al 1387 nel periodo medioevale.
Ma torniamo al calcio.
I punti contano, anche se siamo alla tredicesima si parla di sfida salvezza. Il tecnico romano ha messo in guardia dal Verona, una formazione quanto mai pericolosa e veloce in attacco, che ha spesso mostrato un buon gioco, nonostante i pochi punti.
Gli uomini allenati dal quarantaduenne Paolo Zanetti sono finiti ultimi e senza vittorie, tre sconfitte nelle ultime cinque partite, sono reduci dalla pesante battuta d’arresto casalinga contro il Parma. Certo un ulteriore passo falso potrebbe far davvero traballare la panchina del tecnico veronese.

Il Genoa vuole i tre punti per allontanarsi dalla zona calda della classifica, dopo il complicato avvio di stagione, confermando la svolta che , con il nuovo tecnico, ha portato ordine , tono, vivacità e profondità all’attacco del grifone, oltre che punti preziosi. Una propensione offensiva quanto mai apprezzabile, che deve però far fronte a una difesa non sempre impeccabile. Pesa sulla fascia destra l’assenza del sempre presente ventunenne Norton-Cuffy.
De Rossi in attacco conferma il ritrovato Vitinha con Colombo, Malinovskyi , Frendrup e Thorsby (in dubbio con Gronbaek) a metà campo, con l’esterno fascia sinistra Aaron Martin e Ellertsson (al posto dello squalificato Norton-Cuffy) , il goleador Ostigard, Vasquez e Marcandalli, con il possibile l’impiego di Stefano Sabelli, davanti a Leali.