Foto Genoa Cfc - Tano Press
Partita incredibile quella fra Lazio e Genoa di questa sera allo stadio Olimpico di Roma.
Primo tempo a reti bianche, con squadre che si studiavano e si temevano reciprocamente.
Il Genoa si rendeva più pericoloso della squadra di Sarri (i numeri dicono per la Lazio 6 tiri verso la porta ma nessuno fra i pali, contro 8 tiri verso la porta e 2 fra i pali per il Grifone), ma il pareggio stava giustamente a testimoniare l’equilibirio andato in scena fino a quel momento.
Che era però il preludio alla follia della ripresa.
Ripresa che cominciava con un contestatissimo calcio di rigore assegnato alla Lazio. Rigore concesso per un fallo di mano di Martin che aveva sì il braccio largo, ma trovandosi in corsa lo aveva solo per prendere posizione nel tentativo di aiutare Ostigard a contrastare Isaksen. Il giocatore norvegese murava infatti il tiro dell’attaccante laziale, con la palla che poi schizzava sul braccio di Martin a dieci centimetri da lui.
Il var richiamava il direttore di gara che decideva poi di assegnare il calcio di rigore, poi trasformato da Pedro.
Un penalty che definire generoso è un eufemismo e che porta l’ex laziale Hernani, ora commentatore per Dazn, a pronunciarsi decisamente contro la decisione del direttore di gara.
Il Genoa cercava di riprendersi dallo chock, ma subiva invece subito dopo la seconda rete, questa volta con Taylor che raccoglieva un assist ancora dello scatenato Isaksen.
La gara sembrava quindi ormai indirizzata inesorabilmente verso una vittoria biancoceleste, ma era invece proprio a quel punto che il Grifone tirava fuori gli artigli e rimontava il match, prima con un calcio di rigore trasformato con rabbia da Malinovskyi (fallo di mano, questa volta nettissimo e incredibilmente non visto in diretta dal direttore di gara, che è stato richiamato ancora dal var) e quindi con una rete di rapina e furbizia di Vitinha, bravo e lesto a ribattere a rete una deviazione del portiere Provedel, in difficoltà nel respingere un velenoso angolo calciato dallo scatenato Malinovskyi.
A questo punto la Lazio sembrava stordita dalla rimonta e il Grifone cercava di andare a vincere la partita.
La gara restava dunque molto bella e combattuta, con continui capovolgimenti di fronte.
Poco prima del novantesimo poi era incredibile il fallo su Messias non fischiato dal direttore di gara, che sorvolava su un netto intervento nei pressi dell’area biancoazzurra.
Ma era al quinto dei sette minuti di recupero concessi dall’arbitro che avveniva il patatrac.
Ostigard rovinava la sua gara toccando la palla con il braccio per anticipare l’attaccante laziale.
Ed era dunque di nuovo var e di nuovo calcio di rigore, che Cataldi trasformava.
Per il direttore di gara non era il caso di recuperare i minuti persi per l’ennesimo var e per l’esultanza dei biancocelesti dopo il terzo gol, e decideva che la gara terminava lì.
Con i ragazzi di Sarri giustamente a festeggiare, ma con quelli di De Rossi che certamente non meritavano la sconfitta.
Gip