Si è da poco conclusa la conferenza stampa pre-gara del tecnico del Genoa Daniele De Rossi che, in vista della gara contro il Bologna, così si è espresso:
“Domenica gara contro il Bologna. Il Genoa ci arriva dopo una striscia, ministriscia, può definire lei, comunque positiva, un gennaio dove sta trovando continuità, un Genoa anche più solido, meno gol subiti e le chiedo se tutti questi fattori, tutti questi dati, hanno dato anche più sicurezza in vista di una gara sicuramente non facile contro il Bologna.
Diciamo che hanno dato più punti e i punti danno un po’ di sicurezza. Non prendere gol aiuta a fare punti, aiuta a non perdere le partite che magari sono equilibrate. Insomma, abbiamo lavorato nella maniera corretta in questa settimana, che è la prima vera settimana di lavoro, di ritorno un po’ al lavoro che abbiamo avuto dopo quel ciclo di partite serrate. C’è l’umore giusto, c’è entusiasmo e noi cerchiamo di stimolarlo questo entusiasmo, ma c’è anche grande attenzione per la partita che arriva, che è contro una grandissima squadra.
Il Genoa ci arriva con un Baldanzi in più, anche se non ancora ufficiale. Tu lo avevi voluto fortemente a Roma. Cosa avevi visto nel ragazzo e cosa pensi possa dare in questo momento al Genoa?
In questo momento poco, perché è ancora infortunato, quindi non so se possiamo parlare dei giocatori che non sono stati ancora ufficializzati. E’ un ragazzo a cui tengo particolarmente a livello umano, e a livello tecnico vedo tantissimo in lui, ma ad oggi ancora non è, in questo istante che io sappia, ancora un giocatore del Genoa, quindi mi concentro su quelli che domenica spero mi faranno vincere la partita.
Giocatore che invece è stato ufficializzato, il portiere olandese. Come sta, nel senso che è un ragazzo che in Olanda era considerato un grandissimo prospetto, infatti è arrivato a giocare in nazionale, purtroppo però è stato frenato dai molti infortuni. Quindi ti chiedo come l’hai trovato? Arriva anche in un momento in cui voi non avete preso gol per due partite di seguito. Leali è in grande forma, quindi come gestirai la situazione? C’è una gerarchia? Ti chiedo se giocherà ancora Leali col Bologna o se ci devi pensare.
Ci devo pensare. Justin è arrivato motivato dentro questa realtà. Non sapevo che avesse giocato 22 anni sempre solo col Feyenoord, quindi mi sono un po’ immedesimato in quel mio primo giorno al Boca e quindi abbiamo cercato di stargli vicino, perché quando ti metti una maglietta che non è quella del Feyenoord dopo 22 anni può sembrarti tutto strano, puoi sentirti anche un po’ frastornato. Però ho visto che è stato accolto benissimo da tutti i compagni, benissimo da Nicola, Daniele, da Beni che sono gli altri portieri, con lo staff di Stefano ed Alessio si è subito inserito, si è buttato dentro al tentativo di imparare qualche cosa di italiano che è sempre importante per un portiere che deve comunicare.
Come hai detto tu è un portiere da un passato importante che era stato fra virgolette battezzato come il portiere della nazionale olandese. Ha avuto degli infortuni che l’hanno portato a stare un po’ fermo. Abbiamo visto in lui qualcosa che a me piace vedere nei portieri. Fatalità, nel giorno in cui è arrivato mi era venuto a trovare qui Kevin Strootman, e lui lo conosceva meglio di me e ha confermato quanto di bene si dicesse di lui in Olanda. Adesso deve solo mettersi al pari coi compagni, capire qual è la nostra richiesta, sia nel parare, sia nello stare in porta che con i piedi, e poi vediamo quello che succederà domenica.
Per quanto riguarda gli infortuni, oggi più che mai siamo sicuri di avere un parco portieri completo. Speriamo che nessuno si infortuni dei nostri portieri, ma qualsiasi cosa dovesse succedere siamo molto sereni.
La classifica che bisogna guardare ovviamente è quella complessiva e ci dice che il Genoa deve lottare per salvarsi, però c’è anche una classifica parziale che dice invece quanti punti ha fatto da quando si è arrivati e comunque il Genoa sarebbe nella parte sinistra della classifica. Questo ci fa capire che comunque finora dei risultati ci sono stati. Te lo dico perché parallelamente il Bologna, prossimo avversario, ha addirittura fatto qualche punto in meno.
Il Genoa sta avendo più continuità, altri magari più alti e bassi.
Sì, abbiamo stimolo, lo abbiamo per forza, anche perché le prossime tre partite sono contro tre squadre più quotate di noi: Bologna, Lazio e Napoli. Fra le due cose preferisco avere continuità che fare una partita esplosiva e poi magari zoppicare in quelle successive. Purtroppo o per fortuna esiste solo una classifica, e quindi l’altra classifica la lasciamo dove sta. Io mi sento completamente dentro a questa che è la classifica della mia squadra. Sento miei i punti fatti, sento miei i punti non fatti, sento mie le responsabilità di essere a tre punti dalla retrocessione, sento mio l’orgoglio e l’ambizione di essere a tre punti dal decimo-undicesimo posto perché si è accorciata molto.
Per quanto riguarda il Bologna, snobbarla o sottovalutarla sarebbe da stupidi, sarebbe da non professionisti, perché sappiamo quanto è forte e sappiamo quanto è forte l’allenatore del Bologna, che forse negli ultimi anni è quello che ha fatto più volte costantemente bene ovunque sia andato. Lo stimo professionalmente in maniera incredibile. Stimo la società, conosco parecchie persone lì dentro che la gestiscono come un gioiellino. Per questo ho una grande stima per loro e questa stima mi porta ad essere molto ambizioso nel cercare di batterli. Il fatto che loro stiano vivendo alti e bassi non ci deve cambiare di una virgola perché in campo scenderanno Orsolini, Odgaard, Gambiaghi, Castro, giocatori nettamente al di sopra di quello che stanno facendo ultimamente. Quindi giocatori forti, allenatore forte, società solida: dovremo presentare un grandissimo Genoa per vincere.
Come sta Norton-Cuffy? Non ti chiedo ovviamente se giocherà, però comunque nel suo ruolo c’è anche un Sabelli che ha dimostrato di essere affidabile e di rispondere sempre presente alle tue chiamate.
Allora, Brook sta meglio, si è allenato, sono due giorni che si allena con noi e spinge. Quando gli ho chiesto come ti senti se puoi spingere al 100%, m’ha detto di sì e ovviamente ha una fisicità importantissima e per noi averlo è importante, ma averlo al 100% è ancora più importante.
Per quanto riguarda Stefano, mi sono già espresso dopo la partita con il Parma. Ha fatto un’ottima partita, ma soprattutto non era facile farla quando perdi ritmo, perdi anche magari qualche distanza e quindi sono contento per lui. Lì ci può giocare Mike, Ellerson, ci può giocare Seidù, ci può giocare Cornet. Abbiamo tante tante opzioni per quel ruolo. Fermo restando che siamo contenti di quello che sta facendo Brook in questo lasso di tempo. Vediamo quello che ci dirà anche l’allenamento di domani.
Volevo tornare un attimo su Baldanzi dal punto di vista tecnico, proprio di posizione. Può fare anche centravanti volendo o è molto distante?
Ho visto che glielo ha fatto fare Gasperini qualche volta, diciamo il falso centravanti. La fisicità è quella che è, quindi diventerebbe quasi un trequartista aggiunto, un centrocampista aggiunto in più, aiuterebbe molto nella manovra, ma toglierebbe un po’ di profondità, toglierebbe un po’ di presenza in area e soprattutto non so lì a Roma, ma qui noi abbiamo centravanti forti, abbiamo attaccanti che si stanno facendo sentire, che stanno migliorando giorno dopo giorno.
Anzi, voglio che ancora di più siano presenti in area, soprattutto quello che riguarda Vito, quello che riguarda Jeff, per quello che riguarda Caleb. Colombo sta trovando una dimensione che gli permette di crearsi tante occasioni ogni partita, quindi sono contento di questo. Poi se segna è meglio. Poi a volte è bravo il portiere, a volte ci sta che sbagli, ma voglio attaccanti che si creino occasioni perché hanno poi delle doti tecniche che gli permetterà di fare gol.
Per quanto riguarda Tommaso, quando arriverà vedremo se anche quella è un’opzione, ma non credo che ci sarà la necessità di metterlo centravanti. Lo può fare perché è intelligente, assolutamente sì, magari in qualche momento di partita per creare superiorità, non lo so, ma sicuramente quando abbiamo pensato a lui non è stato pensato per quel ruolo.
Si è sempre detto che sei un po’ il leader di questa squadra, ma poi tu avevi detto che usciranno anche i leader in campo. Come ti senti per aver preso proprio questa squadra in così poco tempo? Forse non ti aspettavi neanche di guidarla così fino adesso?
Sì, diciamo che ho incontrato le mie difficoltà tecniche, tattiche, come le ho incontrate nella mia esperienza a Roma e a Ferrara, perché quello poi è normale, ma in ogni mia esperienza, anche quando ero solo un calciatore, quindi diciamo un calciatore importante, ho sempre sentito che chi mi era intorno mi dava responsabilità, mi dava ascolto, si fidava soprattutto di me.
E io per questa cosa qui devo ringraziare i miei giocatori che si fidano di me, che corrono quando io gli dico di correre, che si fermano quando dico di fermarsi, non perché non abbiano personalità, non perché io ne abbia e loro no, ma perché hanno riconosciuto i ruoli. Alla fine si tratta più di ruoli che di altro e loro penso che siano giocatori e uomini predisposti a lottare.
Non è l’allenatore che è leader, non è l’allenatore che urla, è un allenatore che ti dice che sei bravo anche quando lo sei. È fare il proprio mestiere con coscienza, con consapevolezza che è un mestiere bello, di responsabilità, soprattutto se lo fai in una piazza che vive di questo e noi siamo orgogliosi di avere questa piccola pressione addosso e i giocatori sono fantastici nel riconoscerla.
So che a te parlare dei singoli non piace, però volevo chiederti di Vitinha, sta trovando continuità.
Sta trovando continuità di prestazioni, che è la cosa più importante. Abbiamo detto tante volte che più che Vitinha o Colombo a funzionare, secondo me, è la coppia, perché si aiutano, giocano vicini e mi piace.
Forse il fatto di avergli chiesto di giocare un po’ sotto a Colombo spesso lo sta portando un pochino più distante dalla porta. Finché funziona così, che quell’altro fa sempre gol, a noi va bene, però voglio che sia sempre capace di ricordarsi che è un attaccante, che noi giochiamo con due attaccanti.
È vero che lo porto un po’ a zonzo per il campo ogni tanto, ma voglio che sia pronto a riempire l’area come voglio che lo facciano le mezze, come voglio che chiudano i quinti. Sono contento di lui, delle sue prestazioni, dell’attitudine, dell’atteggiamento, del sacrificio che è forse emblematico e unico in questa squadra quello che fa lui. Però non deve dimenticarsi di essere un giocatore di qualità e un giocatore che ha diversi gol nei suoi piedi a campionato.
Due domande sulla difesa. In vista di domani, vista la squalifica di Ostgard, abbiamo visto Marcandalli che ha preso molte iniziative a Parma sul centrodestra e Otoa che non ha giocato mai, era in panchina. La domanda è: sarà lui a rilevare Ostigard, viste anche un po’ le sue caratteristiche in impostazione? E visto che si è parlato di nuovi arrivi, ancora non ufficiali però arriverà anche un difensore. Sarà la riserva di Vasquez. Essendo mancino lo vede sul centrosinistra. Che giocatore è?
E sì, domani gioca Seba centrale (Otoa. Ndr). Titolare è Ostigard che sta facendo molto bene. Quello che ha fatto in quelle partite in cui ha giocato titolare mi ha reso più che contento e penso che sia il futuro del Genoa. Penso che sia un giocatore dal futuro assolutamente brillante. Ha avuto anche un piccolo fastidio, diciamo al ginocchio, nelle ultime settimane, quindi non c’è stato neanche il dubbio di provare a forzarlo.
Ma anche perché Leo sta facendo molto bene, è un pericolo costante ed è un difensore eccezionale.
Per quanto riguarda Nils Zatterstrom abbiamo visto delle grandi qualità in lui che aveva fatto vedere più nella sua esperienza al Malmoe piuttosto che quella inglese, ma ho visto in lui delle qualità sulle quali mi piacerebbe lavorare forte. Diciamo sì che inizialmente può essere considerata la riserva di Vasquez. E’ un ragazzo giovane che non gioca da un po’ di tempo, deve adattarsi, ma quello che ho visto in quel ragazzo che era forse appena diciottenne al Malmoe in Europa League contro squadre molto blasonate, ho visto un giocatore di personalità che viene dentro al campo, che gioca con il suo mancino, che sa giocare a testa alta, che sa difendere, che sa posizionarsi.
Sono curioso di scoprirlo e di vedere, sperando che il suo adattamento sia più breve possibile, più veloce possibile, però cercheremo di aiutarlo perché voglio vedere cosa può diventare quel giocatore.
A proposito di difesa, psicologicamente, quanto è stato importante in queste due partite chiudere coi clean sheet, non prendere gol?
È stato importante, ma ormai un pochino mi conoscete. Io parlo sempre di prestazioni. Se parlo della prestazione difensiva, non prendo il Cagliari come esempio perfetto, perché abbiamo subito un’azione, quella di Luvumbo, che per come giochiamo noi è la prima cosa che non voglio che succeda. Invece se penso a 90 minuti in dieci contro undici con l’Atalanta, per me quella è stata la partita perfetta, e non solo dei difensori ma proprio di tutto il reparto che ha saputo compattarsi in maniera molto intelligente.
Anche in altre partite abbiamo fatto molto bene. Il clean sheet fa bene alla salute, perché se fai clean sheet esci fuori almeno con un punto nella peggiore delle ipotesi, quindi è una sorta di ambizione, di idea che dobbiamo rincorrere, perché non prendere gol ci mette in una condizione tale di dover solo, fra virgolette, sperare di far gol.
E noi in queste partite, come avete detto voi, solo l’Inter, se non sbaglio, ne ha fatti più di noi in queste dieci, undici partite, quindi siamo convinti di poter far male, di poter far gol, di avere giocatori che magari lo possono tirar fuori anche su un calcio piazzato, anche con un’invenzione individuale. Quindi non prendere gol sarebbe già un bel passetto avanti.
A proposito di difesa, mancherà Ostigard. A questo punto aspettiamo i gol degli altri difensori. Ci avete lavorato anche su questo?
Abbiamo lavorato sui calci piazzati stamattina in particolare, anche se un pochino più su quelli difensivi, perché non dobbiamo smettere di essere attenti e cercare di migliorare questo particolare. Siamo stati bravissimi a Parma con una squadra che li batteva bene, li attaccava bene. Ogni fallo laterale diventava un calcio piazzato per il Parma perché con quaranta metri di rimessa ti arrivavano sempre dentro l’area, quindi siamo stati tutti molto bravi, portiere compreso, e il gol degli altri difensori arriverà.
Abbiamo giocatori che calciano molto bene i calci d’angolo, nettamente Leo è quello che li attacca meglio, che capisce dove rimbalza la palla, dove va a cadere, che ha questo fiuto che forse è anche difficile da allenare. Sono cose che uno ha o non ha, ma si può lavorare sulle traiettorie, sugli schemi, su dove posizionarsi per andare a colpire palla. Quindi arriveranno anche i gol degli altri difensori, anche perché hanno struttura, hanno tempo, hanno altezza.
Dal giorno tre inizierà un altro campionato per De Rossi, secondo me, perché adesso la parte importante è rivalutare la rosa, darle morale, far capire cosa avete intenzione di fare. Qualcosa si potrebbe cambiare con l’arrivo di Baldanzi. Io mi ricordo una tua dichiarazione quando è arrivato a Roma, che ti chiedevano del ruolo, la stessa cosa te la chiederanno qua al Genoa, dove lo farai giocare. Tu avevi detto semplicemente che non ha la gamba per giocare su una corsia laterale, però se lo metti nel mezzo è uno che centralmente può far fastidio agli avversari. È la stessa situazione di Roma.
Assolutamente sì.
Cioè hai l’occhio per vedere anche questi portieri, perché quello che è successo con Rui Patrício e con l’entrata di Svilar è qualcosa di particolare.
Per cominciare da Baldanzi, ripeto, cercherei di parlare di meno di un giocatore che ancora non ha firmato per un discorso di quieto vivere per tutti, per rispetto anche della sua società e del giocatore che noi abbiamo mandato nella sua società. Però è un giocatore che secondo me deve stare il più possibile dentro al campo, perché ha una dote naturale per cercare la palla tra le linee, tra gli spazi, deve essere servito. Continua a non avere la gamba che voglio io per gli esterni, ma è un giocatore molto frizzante, dinamico, tignoso, che dentro questo stadio può diventare presto un beniamino, perché ha lo spirito, il DNA dei genovesi.
Per quanto riguarda i portieri, senza fare paragoni, io faccio sempre un passo indietro e mi confronto con il direttore sportivo e con i preparatori dei portieri. Non c’era urgenza di cambiare né qui né a Roma, perché Nicola e Rui Patrício sono due portieri importanti con una carriera importantissima alle spalle.
Non penso di avere un occhio particolarmente allenato nel riconoscere che Svilar fosse qualcosa di diverso, perché secondo me Mile può essere tranquillamente messo nei tre-cinque portieri più forti del mondo. Sono stato solo fortunato a trovarmi in quella circostanza e a trovare un grande uomo come Rui Patrício che ha capito la situazione.
Mi sembra che si stia ripetendo la stessa cosa: Nicola ha dato grande disponibilità, che non è scontata. Vediamo cosa succede, non c’è urgenza. Nicola stava parando bene, sta parando bene. Sono due portieri diversi come caratteristiche: uno più portato all’uscita, uno più legato ai pali. Potremmo anche scegliere in base alle caratteristiche, ma non voglio dire niente adesso, mi prendo un giorno in più anche per vedere come andrà l’allenamento.
La prima domanda era riferita alla conferenza stampa di Parma, quando hai detto che volevi spostare Vitigna dentro l’area. C’è già qualcosa nella tua testa per farlo?
Sì, Vitigha può spostarsi dentro l’area anche partendo da dove sta adesso, deve farlo. Gli diamo tanti compiti difensivi che sono una mano invisibile ma importante, però quando abbiamo palla deve andare a riempire l’area, sia con un trequartista come Baldanzi sia con una mezzala alle spalle. Lui è un attaccante e quando smette di sbattersi in pressione deve pensare solo ad andare in area e fare gol.
Sono convinto che Venturino vada via con un rimpianto nel cuore, perché se n’è sempre parlato bene in allenamento. Quanti punti servono per salvarsi?
Non sono mai stato bravissimo in queste proiezioni. C’è chi dice 32, chi 34, chi 38. Sono proiezioni che cambiano. Sicuramente non bastano 20 punti, quindi dobbiamo andare in campo col Bologna e provare a vincere, perché a 23 si sta meglio che a 20.
Mister, hai accennato a Venturino che sta lasciando il Genoa. Cosa hai visto in lui e cosa non gli ha permesso di esprimersi?
Non gliel’ho permesso io di avere minuti e mi dispiace tanto. È un ragazzo top, educato, rispettoso, professionista al 200%. Forse avrei dovuto avere più coraggio, ma quando arrivi in una situazione delicata ti affidi anche all’esperienza. Mi prendo la responsabilità del poco minutaggio suo e di altri. È un giocatore di assoluto futuro e presente, spero che farà una grandissima stagione e un grande successo a Roma, perché se lo merita. Stamattina ho già chiamato tutti e ho detto che arrivava un mio protetto, quindi trattatelo come merita”.
Gip