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Non ha certo sorpreso che gli scontri, avvenuti prima e dopo il derby della Lanterna di Coppa Italia, avrebbero avuto pesanti conseguenze, finendo sotto la lente dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Osservatorio che ha adottato il pugno di ferro determinando la decisione del prefetto di Genova di far giocare la sfida del Ferraris tra Genoa e Juve a porte chiuse e vietando le tre prossime trasferte ai tifosi di Genoa e Samp. Trasferte a Bergamo con Atalanta, a Roma con la Lazio e a Parma per il grifone, mentre i doriani giocheranno a porte chiuse con la Juve Stabia e non potranno seguire le trasferte con Modena, Cesena e Cittadella.
E’ passata la linea dura invece di quella ventilata di una possibile chiusura della gradinata Nord per Genoa Juve e della Sud per Samp – Juve Stabia.
Quello di mercoledì è stato purtroppo uno scenario violento annunciato, quasi inevitabile nelle logiche ultras, con scontri che hanno causato diversi feriti (26) tra poliziotti e carabinieri e 12 tra i tifosi. Questo dopo mesi di provocazioni, ripicche, tensioni e veri e propri sgarri, come quello in cui sono stati stati deturpati i murales di Signorini e De Andrè e la comparsa in Gradinata Nord di quegli striscioni rovesciati, presi ai doriani a maggio. Follia su follia che ha portato al taglio delle sciarpe blucerchiate al Molo dell’Amicizia dedicato a Gianluca Vialli.
La decisione di giocare a porte chiuse al Ferraris il prossimo turno con la Juve ci pare tuttavia eccessiva in quanto penalizza un intero popolo di tifosi e sportivi, con 28.093 abbonati, che per interi campionati han sempre mostrato sportività, assicurando un clima civile e ospitale. Questo per una sfida sentita che infiamma il Ferraris e che coinvolge molti tifosi bianconeri che si giocherà invece a spalti deserti.
La bagarre tra i gruppi ultras genovesi e la violenza sono sempre da ripudiare e condannare con fermezza ma ciò non giustifica un provvedimento che colpisce e umilia un’intera città di appassionati che ogni domenica riempie il Ferraris e carica la squadra. Inoltre la decisione di vietare le trasferte colpisce tifosi che, in tante trasferte, non sono mai stati protagonisti di episodi violenti. Non amiamo fare confronti e classifiche ma in altre situazioni simili, in altre piazze (vedi incidenti a Roma), ci sembra che i provvedimenti siano stati decisamente più clementi.
Sicuramente l’assenza di pubblico e gli strascichi degli scontri arrivano in un momento quanto mai delicato per il grifone che avrebbe avuto come non mai bisogno della spinta dei suoi tifosi nella sfida con i bianconeri e nei successivi impegnativi incontri in trasferta.