I giocatori del Genoa si riscaldano al Luigi Ferraris prima della sfida con il Napoli, tra maglie rossoblù e tifosi sugli spalti.

Foto Genoa CFC - Tano Press

Il Genoa esce sconfitto dallo stadio Meazza di Milano ad opera della capolista Inter con il punteggio di 2 – 0, al termine di una gara nella quale il Grifone ha provato con caparbietà ad arginare le folate offensive dei padroni di casa, rivelatisi però troppo forti (13 punti di vantaggio sulla seconda in graduatoria, anche se con una gara in più, vorranno pur dire qualcosa) per i pur volenterosi giocatori di De Rossi.

Il Genoa partiva guardingo, cercando di bloccare i rifornimenti agli attaccanti della squadra neroazzurra.

Col passare dei minuti però l’Inter riusciva a trovare gli spazi per mettere in difficoltà la retroguardia rossoblù, ed allora saliva sugli scudi il portiere Bijlow, autore di almeno tre interventi con un altissimo coefficiente di difficoltà.

Bravo ma anche fortunato poi in occasione della traversa colpita da Mkhitaryan su un tiro deviato da Vasquez.

Il Genoa provava comunque qualche puntata in avanti ma, complice un Malinovskyi non certo in giornata di grazia e qualche imprecisione degli attaccanti rossoblù, non riusciva ad impensierire più di tanto l’estremo difensore neroazzurro Sommer.

E così al 31° era Dimarco a pescare il jolly per il vantaggio dell’Inter grazie ad un bel tiro in diagonale sul quale questa volta Bijlow proprio non poteva arrivare.

La prima frazione di gioco si chiudeva quindi con i neroazzurri in vantaggio per 1 – 0.

Nella ripresa De Rossi toglieva subito Malinovskyi avvicendandolo con Amorim, e la squadra riusciva a guadagnare qualche metro di campo avanzando così il suo baricentro.

L’Inter perdeva in lucidità offensiva ed il Grifone cercava di riuscire a costruire qualche azione pericolosa, mancando però sempre nell’ultimo passaggio.

De Rossi provava così a mischiare le carte inserendo Ekuban, Ekhator e Messias al posto di Vitinha, Colombo e Baldanzi, ma era però l’Inter a trovare ancora la rete, sfruttando la qualità dei suoi interpreti, che di fatto chiudeva il match.

E lo faceva al 70° con Chalanoglu, freddo nel trasformare un calcio di rigore concesso dal direttore di gara per uno sciocco fallo di mano di Amorim.

Il Genoa, nonostante la buona volontà, esce dunque sconfitto dal Meazza, battuto da una squadra con un tasso tecnico elevatissimo e pienamente lanciata verso la conquista dello Scudetto.

Non sono certo queste le gare dalle quali aspettarsi i punti che mancano per arrivare alla salvezza.

Gip

 

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