Nel post su Open Var, i giocatori del Genoa applaudono sotto la pioggia mentre il Napoli resta sullo sfondo dopo un episodio contestato.

Foto Genoa CFC - Tano Press

Non accennano a placarsi le polemiche per il calcio di rigore assegnato sabato scorso al Napoli al 95°, costato al Grifone l’ennesima sconfitta in piena “zona Cesarini”.

Dopo le dure e sconsolate parole a caldo di De Rossi sull’episodio, che ha incassato anche il sostegno di altri suoi colleghi (Gasperini in primis), quasi tutti gli opinionisti, nazionali e non, si sono in questi giorni espressi a loro volta contro l’operato degli arbitri al var (Di Bello e Fabbri) e del direttore di gara Davide Massa, in sostanza mandanti ed esecutore della sentenza che ha penalizzato il Genoa contro la squadra partenopea.

Ma oggi pomeriggio è arrivata anche la certificazione dell’errore commesso dalla squadra arbitrale attraverso la trasmissione “Open Var”, in onda su Dazn.

Trasmissione nel corso della quale vengono analizzati gli episodi discussi dell’ultimo turno di campionato della massima serie attraverso i dialoghi avvenuti fra la sala var e il direttore di gara.

In questo caso, ascoltando i dialoghi degli arbitri in sala var, si evince come questi non avessero mai avuto alcun dubbio nel giudicare falloso l’intervento di Cornet su Vergara, richiamando così Massa per mostrargli le immagini dell’episodio. In particolare gli fanno vedere un fermo immagine del piede del giocatore rossoblù appoggiato su quello del giocatore del Napoli.

Fermo immagine che però non dice la verità, poichè Cornet non ha mai affondato il piede su quello di Vergara, ma si è trattato di una “strisciata accidentale” (questo il termine usato in trasmissione).

Il dirigente arbitrale Dino Tommasi ha quindi affermato che non è stato corretto da parte del var richiamare il direttore di gara poichè non c’è stato alcun intervento falloso.

Tutto regolare invece nell’assegnazione del calcio di rigore per il Genoa per il fallo su Vitinha, altro episodio analizzato, poichè si è trattato del  classico sgambetto che va dunque punito con il penalty.

In definitiva, dopo aver fatto “giurisprudenza” (modo di dire per definire una sentenza che diventa un punto di riferimento per casi futuri) nel caso del primo calcio di rigore concesso alla Lazio contro il Genoa due settimane or sono, quando venne accertata quella che doveva essere la non punibilità del presunto fallo di mano commesso da Martin, arriva ora anche un’altra certificazione per l’ennesimo torto subìto dal Grifone.

Non che questo sia di consolazione per i tifosi rossoblù, visto che i punti persi al Genoa non li restituisce nessuno, ma si spera che almeno queste prese di posizione possano in futuro consigliare ai direttori di gara maggior prudenza e attenzione nel valutare gli episodi ed evitare così che altri errori del genere vadano a danneggiare il Genoa, ma ovviamente anche altre squadre.

La bravura di un arbitro sta infatti nel mantenere lucidità nel valutare le situazioni, sia in diretta che sulle immagini che gli vengono eventualmente riproposte dalla sala var.

Un calcio schiavo di questo utilizzo smodato della tecnologia, che di fatto negli episodi importanti di una gara si sta sostituendo quasi del tutto all’arbitro sul campo, non può far piacere a nessuno.

O forse no?

Certamente però tutto questo non piace ai tifosi che amano questo sport.

Gip

 

 

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