Finisce in pari una partita con rare occasioni da rete e quanto mai frammentata che, solo nel finale, ha visto le azioni più pericolose arrivare dal Torino. Il Genoa ha certamente più attaccato ma rendendosi di fatto quasi mai pericoloso, con i due portiere che non sono mai stati seriamente impegnati.
“Genoa è solo rossoblù” cantavano i tanti tifosi granata” che arrivano in corteo al Ferraris ,dove, nella Nord, è stato esposto lo striscione “La storia non cambia. Genoa e Toro un cuore solo”. Applausi tra le due curve, con i giocatori del Genoa che a salutano anche i tifosi granata. Un bel contesto di amicizia, cui ho assistito come inviato per Genoani Foresti , che purtroppo non è proprio abituale nei nostri stadi.
E’ un legame forte tra Genoa e Torino. Due società che cercano un rilancio nell’anticipo del 14 giornata. Il Genoa non ha ancora vinto davanti al suo pubblico. Si nota subito l’aggressività dei rossoblù che puntano con decisione l’area granata ,specie con la freccia Zanoli sulla fascia destra. Tutto questo senza creare pericoli per Milinkovich Savic. Per il Toro è per Vanoli si trattava di una sfida importante assolutamente da non perdere per non finire risucchiato nella zona che scotta, con una contestazione da tempo contro il presidente Cairo che non è mancata anche al Ferrari . Una partita non certo entusiasmante.
Da inviato al Ferraris la cronaca registra nel primo tempo al 24′ la percussione del solito Zanoli trova una conclusione di capitan Badelj che finisce a lato.
Al 32′ azione pericolosa del grifone con freccia Zanoli che s’incunea in area, la conclusione di Frendrup viene respinta dalla difesa difesa granata. I tifosi del Toro cantano “Presidente vattene” di fronte a uno spettacolo non certo esaltante della squadra.
Al 38′ il Toro improvvisamente si va vivo in area e sfiora il gol. Sanabria cicca la rovesciata su cross di Adams , la palla arriva a Vojvoda che da pochi metri prende il palo esterno. Nel finale azione insistita del Genoa nell’area avversaria, reclamando un rigore, con ben due giocatori a terra. Per le proteste Thorsby, che sembrano tutt’altro che immotivate, viene ammonito. C è ancora tempo per una conclusione altissima di Thorsby.
Alla buona volontà non corrisponde altrettanta lucidità con troppi errori e poca decisione in attacco.
Il secondo tempo continuo lo stillicidio di azioni frammentate che non impegnano i due portieri.
Viera cerca di smuovere lo stallo mettendo in campo Vitinha al posto di Badelj. Imprecisioni e passaggi errati, più che la forza delle difese, rende sterile le azioni di entrambe le squadre con un grifone certamente propositivo. Si nota la carenza dei due attacchi. Al 78′ vi è l ingresso quasi impalpabile di Mario Balotelli, al posto di un Andrea Pinamonti che non ha certo sfigurato.
E’ ancora Zanoli a smovere le acque con una discesa che viene fermata fallosamente al limite dell’area. Punizione e solita palla inattiva che finisce tra le braccia del portiere.
I brividi del finale sono causati dal Toro che riesce ad andare a rete con Karamoh, ma l’azione è ampiamente viziata da un fallo di mano di Coco. Toro che in pieno recupero è ancora il Toro a andare vicino alla rete con Tamazè con una insistita azione che Leali respinge e mette in affanno la difesa del grifone.
Una partita confusa , frammentata con rare belle azioni e ancor meno conclusioni che non poteva non finire con un pareggio che consente alle due squadre di evitare ulteriori cririticità . Certo obiettivamente dal Genoa di Vieira ci si aspettava di più in questa partita in cui è certamente mancato molto una certa “cazzimma” in attacco nei momenti clou.
