E’ grande lo sconforto dei giocatori viola, alcuni in lacrime, dopo 120 minuti di battaglia. Non è bastato il tridente e diverse occasioni da rete, per superare i biancorossi dell’Olympiacos, nella finale della Conference League, giocata ad Atene nello stadio dell’Aek.
Per il secondo anno consecutivo (dopo il West Ham nella finale di Praga 2023) la Fiorentina non si è aggiudicata questo trofeo, perdendo ai supplementari per un gol di testa dell’attaccante marocchino El Kaabi, a quattro minuti dai rigori. Un trofeo che la Fiorentina avrebbe meritato per l’impegno mostrato, ma troppe sono state le occasioni sprecate dai viola (17 tiri) e, come spesso avviene nel calcio, chi sbaglia troppo poi viene punito. I greci, allenati dallo spagnolo, classe 1961 , nato vicino a Bilbao, Luis Mendillabar, si sono mostrati formazione quanto mai solida, tenace e concreta che non è certo arrivata in finale per caso. Con un allenatore che, impegnato per tanti anni con squadre fuori dai livelli internazionali, è riuscito, da over 60, a vincere ben due finali con Siviglia e ora con l’Olympiacos. Da giocatore Mendillabar veniva chiamato “Membrillo” , ovvero mela cotogna, che la dice lunga sulle sue non talentuose doti. Doti che invece ha manifestato da allenatore, innamorato del suo ruolo di tecnico , fino a raggiungere questi incredibili successi.

“Dispiace, non meritavamo di perdere, ma forse non abbiamo ancora la malizia e la scaltrezza per portare a casa una partita così” è il commento di un amareggiato Vincenzo Italiano. Un allenatore molto discusso per il prevedibile tourbillon di panchine in vista del prossimo campionato.
Il successo viola avrebbe aperto le porte all’Europa al Torino e così le italiane che vanno in Europa restano otto. Inter, Milan, Juve, Atalanta, vincitrice della Europa League, e Bologna nella Coppa delle grandi orecchie. Roma e Lazio In Europa League e viola ancora in Conference.
