La carica dei trentamila del Ferraris, che spinge un Genoa volenteroso ma poco brillante, non basta. Contro un tenace Lecce finisce a reti bianche.
Riparte il campionato. La squadra condotta da Vieira, che registra il record di abbonamenti che ha toccato quota 28.101, s’interroga sul futuro di una stagione che potrebbe offrire quel salto lontano definitivamente dalla lotta salvezza. Al Ferraris erano presenti un migliaio di tifosi salentini. L’incontro è stato preceduto da un minuto di silenzio in ricordo di Sidio Corradi, bandiera del Genoa e Campione d’Italia con il Bologna, scomparso a 80 anni.
Vieira parte con una difesa a 4, con Marcandalli preferito ad Ostigard davanti a Leali, Masini e Frendrup fanno da filtro e da rilancio per l’attacco con Carboni , Stanciu, Gronbaek e Colombo.
L’inizio vede il Lecce in avanti procurandosi due corner. Una spinta e una fisicità che sembra sorprendere i rossoblu’. Si sapeva della propensione offensiva dei salentini. Il controllo di palla dopo 12’ minuti è sempre del Lecce che conclude alto dalla distanza con il numero 29 Coulibaly. In difesa nel genoa si distingue Mercandalli che fino alla fine sarà uno dei migliori.
Al 17 bell’azione del grifone con Stanciu e Carboni, ma il preciso lancio in area viene fermato della difesa salentina.
La partita si anima con continui rovesciamenti di fronte che non impegnano i due portieri. In attacco nei salentini è molto attivo il numero 19 Banda che viene ammonito al 22’ per un evidente fallo su Masini.
Al 32’ Stanciu, da buona posizione, spreca alto una palla gol su lancio da sinistra di Gronbaek.E’ l’occasione più importante per il grifone fino a quel momento. Non molto.. Ma al 42’ solo un grande intervento di Falcone, che si stende e mette in angolo, salva il Lecce da un preciso un tiro di Carboni a fil di palo. L’argentino era stato messo in moto da Frendrup dopo una brillante azione di Gronbaek.
Un primo tempo che ha visto il Genoa pericoloso solo nella parte finale, subendo troppo la fisicità e la spinta dei salentini in cui è evidente l’assenza di un vero bomber. Infatti Leali non ha dovuto effettuare alcun intervento di rilievo.
Nel secondo tempo , evidentemente la voce di Vieira nell’intevallo si è fatta sentire , ed è il Genoa a proporsi nella metà con decisione nel campo avversaria con un Groenbaek quanto mai vivace sempre pronto al dribbling. Buona volontà ma troppi gli errori in attacco. Al 57′ si fa pericoloso il Lecce ma il colpo di testa di Tete Morente che, solo in aerea, conclude male e alto. Al 65′ prova Martin dalla distanza ma il tiro viene deviato da Falcone in angolo.
Vi è poi spazio per una sequela di sostituzioni. Nel Genoa entra Junior Messias per Albert Gonbaek, Ellertsson per Carboni e subito dopo Ekhator al posto di Colombo. C’è anche spazio per Thorsby e Vitinha.
La partita diventa fallosa, con ritmi più lenti , mentre i portieri sono sempre alquanto disimpegnati.
Al 82′ è Stanciu a dare l’illusione del gol con una punizione che sfiora il palo.
L’incontro resta fallosa e combattuta con continue interruzioni (cinque cartellini gialli) ma senza particolari colpi di scena. Nel finale le squadre sembrano in primo luogo voler evitare sorprese prima di un tour de force di incontri alquanto impegnativi.
Come aveva messo in guardia Patrick Vieira, la squadra allenata da Di Francesco non era per niente un cliente agevole. E’ l’inizio. Per il Genoa vi sarà da lavorare per affinare gli schemi. La volontà non manca ma certo occorre dare maggior supporto alle nuove punte.
Sala Stampa
Patrick Vieira : “Non abbiamo creato abbastanza per meritare i tre punti”. Nel dopo partita è schietto e senza alibi il giudizio del tecnico del Genoa, che ha fatto i complimenti a Di Francesco e al suo Lecce, quanto mai aggressivo, esaltando la qualità dell’avversario. “Serve l’umiltà per sapere chi siamo, accettando anche l’idea che il Lecce, che ha fatto un’ottima partita, possa venire qui a vincere. Hanno meritato il pareggio. Ci teniamo questo punto e andiamo avanti.”
La mancata vittoria non ha certo cancellato l’entusiasmo del mister: “Siamo sulla strada giusta, stiamo crescendo, ma dal punto di vista tecnico possiamo fare meglio” -aggiungendo -: “Ho visto un gruppo ordinato che aveva voglia di non perdere questa partita”. L’obiettività, la serietà e la concretezza di questo tecnico riescono sempre a colpire in un calcio in cui si sprecano alibi e colpevoli senza assumersi le proprie responsabilità.
Moreno D’Angelo