Pablo César Aimar oggi compie 46 anni.
Nato in Argentina il 3 novembre 1979 a Rio Cuarto ,un importante centro agricolo e commerciale situato nella provincia di Cordoba, è un ex calciatore professionista, attualmente allenatore della nazionale argentina under 17.

Durante il campionato mondiale in Qatar, vinto dalla nazionale albi celeste, era uno dei collaboratori dello staff di mister Lionel Scaloni.

Da calciatore è stato un centrocampista offensivo. Uno splendido diez che ha giocato 52 partite con la maglia della nazionale argentina.

E’ cresciuto nell’ Estudiantes di Rio Cuarto, per poi proseguire il suo percorso nel River Plate grazie a Daniel Passarella.
Aimar nella sua carriera ha giocato anche in Europa, in Spagna nel Valencia dal 2001 al 2006 e nel Real Saragozza dal 2006 al 2008.
La sua parentesi europea si è chiusa in Portogallo nel Benfica dal 2008 al 2013.

In seguito ha militato in Malesia per una stagione nell’annata 2013\2014 vincendo un campionato malese.
Falcidiato dagli infortuni Aimar ha chiuso col calcio giocato nel suo River Plate nel 2015 facendo una sola presenza.
Nel 2018 nel suo Estudiantes di Rio Cuarto ha giocato un’amichevole di addio al calcio emozionante.
Pablo è stato un divino numero dieci della nazionale argentina, l’unico giocatore per cui Diego Armando Maradona disse che avrebbe pagato per vederlo giocare.
Durante un provino al River Plate Pablo Aimar, soprannominato “el Payaso”, impressionò talmente gli scout del River che gli stessi chiamarono immediatamente Daniel Passarella per bloccare il talento di Rio Cuarto.
Passarella in quel momento era l’allenatore della prima squadra dei Millionarios e a lui venne chiesto di correre al campo per vedere Pablo allenarsi.
Immediatamente dopo chiamò il padre di Aimar per farlo firmare prima che si accordasse altrove.
“Il Caudillo”,come era soprannominato Daniel Alberto Passarella, chiamò’ il padre di Aimar e si presento’ dicendo che era Passarella in persona.

Il padre di Aimar mise giù il telefono pensando ad uno scherzo di cattivo gusto e Daniel dovette richiamare più volte per parlare con il padre del talento.
El payaso firmo’ e da lì prese il volo la sua folgorante carriera , esordendo con la maglia del River all’età di 16 anni e nove mesi.

Con la maglia del River ha giocato 115 partite, segnato 23 gol e vinto tre campionati argentini nel 1997, 1999 e 2000.
Un giocatore divino con una classe infinita idolatrato anche da Lionel Messi.

Aimar è sempre stato un personaggio molto umile e discreto.
L’umiltà acquisita dalla sua provenienza non è mai mancata come quando , dopo il primo torneo vinto insieme a Scaloni nel 2018, al torneo internazionale di calcio l’Alcudia, dichiarò che era contento per la vittoria ma che non bisognava perdere di vista mai che vi erano tantissime famiglie alle quali ci sarebbero volute 24 rate per pagare i vestiti che loro avevano addosso per allenarsi.

Il talento di Rio Cuarto raccontò anche di aver vissuto la prova che il mondo andava al contrario facendo riferimento ad una partita giocata contro Messi.
A fine partita il numero dieci argentino, attuale campione del mondo, gli chiese la maglia da scambiare e secondo lui, in un mondo logico, sarebbe dovuto accadere il contrario.
Il legame con Messi si è manifestato anche durante la recente Coppa del Mondo in Qatar nel 2022.
El payaso è scoppiato in lacrime dopo un gol di Messi al Messico avendo la percezione che avrebbero avuto la possibilità di vincere il mondiale come poi si è verificato.

Al Valencia fece meraviglie e per le sue capacità balistiche e la sua eleganza prese il soprannome di “el Mago”
Dribbling e giocate che hanno trasformato lo stadio “Mestalla” di Valencia in un palcoscenico da sogno.
Ha vinto due campionati spagnoli nella stagione 2001\2002 e nella 2003\2004, una Coppa Uefa nel 2003\2004 ed una Supercoppa nel 2004.

Nel Saragozza, a parte la prima stagione conclusa con un sesto posto, il resto per problemi economici della società fu una pessima stagione culminata con la retrocessione del club.
Voluto da Rui Costa personalmente Aimar ha proseguito il suo percorso nel Benfica dove si è ricongiunto col suo ex compagno del River Javier Saviola detto “el conejo”.

Con il Benfica ha vinto 4 coppe di Lega portoghesi dal 2008 al 2012 ed un campionato nella stagione 2009\2010.
Ha lasciato un bel ricordo ovunque sia andato a giocare ha divertito le platee ed ha rappresentato la parte più bella del gioco del calcio che troppo spesso viene tralasciata per dar spazio ad infinite analisi.

Articolo avvincente! Grazie Flavio
Grazie Angelo