Partita Italia vs Bosnia Erzegovina: giocatori in blu in campo, pubblico e atmosfera intensa.
Di nuovo fuori dalla Coppa del Mondo. Dopo Svezia e Macedonia del Nord è ora la Bosnia Erzegovina (paese di 3, 5 miliioni di abitanti) ad eliminare gli azzurri ai calci di rigore con gli errori decisivi dal dischetto di Pio Esposito e Cristante.
Esplodono le polemiche, tutti parlano di nuovo di rifondazione, ma intanto non si dimette nessuno.
Qui si pensa ai tornei a Dubai e a far giocare Milan Como in Australia. Troppe partite, troppi giocatori sopravvalutati nell’ interesse consolidato dei numerosi affaristi del settore. Mentre da tempo gli interessi di club e di singoli giocatori sopravanzano su quelli della nostra nazionale.
Sono i pensieri immediati dopo la pesantissima eliminazione contro la Bosnia.
Pesano i troppi tornei e le continue partite con un calciomercato infinito. Un contesto in cui il fatto commerciale viene prima di tutto. Il calcio è sudore, passione, storia, appartenenza e per questo ci commuoviamo di fronte a veri Eroi del passato (Riva, Mazzone..), rispetto ai troppi affaristi di un palazzo che a volte fa quasi rimpiangere i mediatori furbetti e farlocchi dei i tempi di Oronzo Canà.
Il business cancella tutto molto in fretta. Intanto troppe squadre sono sparite (Lanerossi Vicenza, Reggina, Brescia. ) perché non reggono un calcio in cui dominano le solite ricchissima indebitatissime. Certo è un calcio dove ormai giocano quasi tutti stranieri,(con presenze record in Italia) ma questo vale anche per la concorrenza estera europea. Un calcio in cui i miracoli come quello del Chievo sono sempre più rari, mentre la qualità media di molte squadre straniere (vedi il Bodo e diverse nazionali) e’ indubbiamente cresciuta a differenza di quanto si registra nella nostra realtà, anche nelle Coppe e non a caso saranno 12 gli anni fuori dai mondiali, dopo una storia azzurra da assoluta e attesa protagonista. L’Italia delle notti magiche.
Ora per un po’ si ripeteranno i soliti diffusi luoghi comune catartici che in fondo ci piacciono , ma solo per breve tempo perché tutto sarà cancellato dal vortice del campionato.
Per fortuna ai disastri del calcio si affrancano le straordinarie vittorie italiane in tanti sport, anche paraolimpici, di campioni che quasi sempre ritornano in fretta degli emeriti sconosciuti. “Sono sport dilettantistici” è stato il commento del presidente della Federcalcio Gravina. In ogni caso resta il cuore e l impegno di gente come Rino Gattuso che ha pianto e chiesto scusa , ribadendo l’impegno dei suoi ragazzi. Gattuso afferma “ci teniamo la prestazione, ma fa male”. In realtà la prestazione non è stata per niente esaltante e anche Gattuso non è estraneo a qualche errore contro una squadra di levatura modesta ma carica di grinta. Questo mentre i conduttori Rai sono apparsi caratterizzati da un eccesso di buonismo nel commentare le gesta dei nostri beniamini.
Per Gravina (presidente Federcalcio dal 2018), nel mirino delle critiche, “serve una riflessione”, come dicono i politici dopo una sconfitta, questo chiedendo a Gattuso di non mollare. Le ultime notizie vedono delle possibili dimissioni di Gravina che potrebbero mettere in discussione la conferma di Gattuso, a seguito dell’incontro odierno dei vertici della Federazione Calcio.
Intanto la crisi degli azzurri non poteva non finire anche alla Camera con l’eurodeputato Vannacci che da la colpa all’immigrazione che distrugge il calcio (non quello spagnolo o anglosassone però..).
Per Mauro Berruto del Pd , ex coach nazionale pallavolo, non c è bisogno di chiedere le dimissioni di Gravina che dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Molti politici più che puntare su Gravina esprimono la necessità di un generale e vago “ripulisti” o rifondazione.
In ogni caso la nostra Serie A è il campionato con più stranieri in Europa. Per Matteo Renzi “il pallone non è solo divertimento ma un pezzo di cultura e di identità colpito da una classe dirigente tra raccomandazioni e amichettismo”.
Per De Laurentis , presidente del Napoli , la risposta sta in un campionato a 16 squadre, abolendo la supercoppa in Arabia Saudita, in cui gli azzurri avrebbero il tempo per allenarsi, proponendo Malagò come l’uomo giusto per il rilancio della nostra nazionale e di un calcio che conta 28 milioni di tifosi.
Sul fatto tecnico vi sono cenni critici verso la convocazione di Retegui, che da un mese e mezzo non gioca per la guerra in medio oriente. Mentre non si contano i commenti su Bastoni e Di Marco protagonisti negativi in campo e fuori.
In ogni caso la Bosnia di Dzeco non ha rubato nulla. Molti negativist strutturali arrivano a sostenere che questa eliminazione ci abbia evitato una brutta figura, ma molti ricordano come l’Italia brutta e criticata di alcuni mondiali , andando avanti, ha espresso cose grandi cose. Certo il modo con cui De Rossi carichi la sua squadra e esalti i tanti giovani talenti del grifone , con schemi e gioco in cui hanno un ruolo centrale figure come Frendrup e Malinovskyi, dovrebbe far riflettere su quanto si registra in una nazionale che continua a deludere.
In ogni caso la delusione è tanta.