Il gol spettacolare che al 86’ ha consegnato, nella finale contro l’Inghilterra, il quarto titolo europeo alla Spagna, è stato di Mikel Oyarzabal. Un attaccante di riserva, in forza al Real Sociedad, che, con il suo scatto sotto porta, ha fulminato il portiere inglese, cogliendo un assist al bacio di Marc Cucurella, che aveva conquistato il pallone con un pronto anticipo sulla fascia sinistra. L’esterno difensivo, nato ad Alella (Catalogna) nel 1988, in forza al Chelsea, si notava immediatamente per la sua capigliatura cespuglio old style, tipo Caparezza. Un giocatore presente in ogni fase del campo, preciso nei passaggi, micidiale nelle sue interdizioni. Una sorta di regista arretrato volante, sempre pronto a innestare le ripartenze e capace di incredibili salvataggi in difesa. Sempre al posto giusto al momento giusto nel dare supporto alla squadra. Il terzino, visto inizialmente con sospetto già dalla sua convocazione, è ora diventato un idolo dei tifosi della Roja. Una persona semplice, timida, poco appariscente rispetto al cliclé iper tatuato di tante star del calcio di oggi.
Ora tutti tessono le indubbie lodi, e la rivincita di un mondo giovane e proletario, grazie al sorprendente Lamine Yamal , il più giovane calciatore dell’Europeo, nato il 13 luglio 2007 nei sobborghi poveri di Barcellona da padre marocchino e madre della Guinea. Un giocatore che vanta già cinquanta presenze tra i blaugrana. E’ parso un segno del destino il fatto che da bambino sia finito in compagnia di Messi in un calendario benefico in una foto al Camp Nou, ma ora è Cucurella che da comprimario si sta prendendo la scena con pieno merito.
Merito del ct , classe 1961, Luis De La Fuente aver creduto in lui e nell’aver dato spazio a altri elementi della rosa tra cui il centravanti di riserva che ha segnato il gol che ha portato la Spagna in paradiso a pochi minuti dalla fine. De La Fuente, come il nostro Gilardino, non ha alle spalle squadre prestigiose, allenando con successo le nazionali giovanili spagnole, con un’esperienza pregressa alla guida dell’Alaves di Bilbao.
Tornando Cucurella è da riportare un significativo retroscena. Conquistato il titolo Marc si è potuto prendere una sana una rivincita, togliendosi non un sassolino ma un macigno dalla scarpa per lanciarlo sull’ex stella del Manchester, l’oggi 49enne Gary Neville, che lo aveva pubblicamente indicato come “il punto debole della formazione spagnola ed il motivo per cui non avrebbero vinto”. Una dichiarazione avvenuta dopo la partita vinta dai Leoni Bianchi sulla Croazia. La risposta di Marc è arrivata quanto mai sintetica e sarcastica, con il trofeo appena conquistato, ringraziando il giocatore inglese per il suo supporto.
C’è poi stato spazio anche per un vero e proprio slogan , rilanciato da Morata tra i giocatori festanti, ormai virale tra i tifosi spagnoli, che recita così: “Cucu, cucurella, se come una paella. Se bebe una estrella . Haaland tiembla . Que viene Cucurella, Haaland tiembla , toma una galleta”.
Cucurella, per la sua semplicità, schiettezza e originalità non poteva non diventare simpatico ovunque , anche oltre i confini di una terra che da tempo rappresenta nel calcio, a livello di selecciòn, che di club, un’autentica armada invencible capace di imporre ritmo e bel gioco. Dopo tutto anche nel nostro calcio i grandi successi legati a grandissimi campioni hanno sempre avuto il fondamentale supporto di mediani meno appariscenti ma fondamentali.