Vigilia di Cremonese-Genoa, con Daniele De Rossi che chiede equilibrio e concentrazione dopo la beffa contro il Napoli. “I ragazzi hanno reagito bene – spiega – i primi giorni lo schiaffo si sentiva ancora, ma hanno lavorato forte. L’atteggiamento non è cambiato”.
La sfida dello Zini arriva dopo un ciclo complicato (Bologna, Lazio e Napoli) e rappresenta uno snodo importante nella corsa salvezza. “Sottovalutare non lo prendo neanche in considerazione. È uno scontro diretto, ma non va caricato troppo emotivamente. Non è uno spareggio, però ha un peso specifico alto”. Il ricordo dell’andata, punto più basso della stagione, resta come monito: “Non vogliamo tornare a quel livello di astio e delusione. Si può perdere, ma c’è modo e modo”.
Sull’avversario, guidato da Davide Nicola, De Rossi non risparmia elogi: “Lo stimo molto, è un esempio di serietà e professionalità. È più abituato di me a queste battaglie. Ma per 90 minuti saremo rivali sportivi”.
Capitolo VAR e finali di gara, tema caldo delle ultime settimane: “Siamo sempre rimasti in partita contro tutti, e forse meritavamo qualche punto in più. Preferisco perdere al 90’ che non giocare. Sull’arbitraggio apprezzo la trasparenza, ma serve più uniformità nel regolamento. L’errore ci sarà sempre, ma un filo conduttore chiaro aiuterebbe tutti”.
Sul fronte infermeria, Baldanzi è vicino al rientro: “Non dall’inizio, ma può avere qualche minuto. Lui ha fretta, noi no. Meglio perdere una partita che rischiare di perderlo per sette”. Amorim scalpita e potrebbe partire titolare: “Sta funzionando il centrocampo, ma sento che è matura la sua presenza dal primo minuto. Può diventare un punto fermo”.
Infine, uno sguardo ai rimpianti: “Qualche scelta potevo gestirla diversamente, forse dare più spazio a Fini e Venturino. La partita con la Roma non mi è piaciuta. Ma nel complesso sono soddisfatto del percorso e dei punti fatti”.
A Cremona il Genoa si gioca molto, ma senza isterismi. La parola d’ordine è lucidità.
Il tecnico si dice poi soddisfatto del percorso e dell’ambiente: “Ho più motivi per essere ottimista che rimpianti. Il mondo Genoa mi ha colpito per lucidità e sostegno”. Anche i 4.000 tifosi attesi in trasferta rappresentano “una responsabilità ma soprattutto un supporto bellissimo”.
Capitolo Cornet: “Sta bene. Era distrutto il giorno dopo la gara, ha chiesto scusa al gruppo, ma non ce n’era bisogno. Ha avuto grande voglia di difendere, deve solo essere più prudente: oggi il rigore è sempre dietro l’angolo”. De Rossi insiste sulla fase difensiva collettiva: “Non è un errore dei singoli. Dobbiamo concedere solo gol belli, non quelli evitabili”.
Verso la Cremonese, il messaggio è chiaro: “Non voglio una squadra nervosa o impaurita. È una partita importante, ma non va giocata con l’ansia”. E cita un insegnamento di Antonio Conte: “Se non la vinciamo, non la dobbiamo perdere”.
Sul piano tattico, fiducia a Onana – “può darci struttura anche dall’inizio” – mentre per Colombo l’idea è servirlo con palloni più giocabili: “Fa un grande lavoro, non voglio che si accontenti. È completo, mi ha sorpreso. Può fare ancora 4-5 gol da qui alla fine e trascinarci alla salvezza”.
Quindi un riferimento a Spalletti e ai movimenti offensivi: “È obbligatorio attaccare lo spazio. Non sopporto una squadra statica. Chi ha palla può anche giocare dietro, ma qualcuno deve sempre andare in profondità”.
E’ poi stata una vigilia carica di significati per Daniele De Rossi, che parla di ex e di identità rossoblù. A cominciare dalla visita di Claudio Branco e Mario Bortolazzi: “Al di là del fascino, serve memoria. I ragazzi del 2005 o 2006 magari non sanno chi sono stati. È compito della società trasmettere la storia”.
Il tecnico racconta un aneddoto ai tempi della AS Roma, quando un giovane non riconobbe Giacomo Losi negli spogliatoi: “Non era colpa sua, eravamo noi a dover spiegare chi fosse. La memoria va coltivata”. Un messaggio chiaro: riportare le bandiere vicino al club per rafforzarne identità e senso di appartenenza.
Poi il focus sul campo e su Morten Thorsby, ex della sfida: “Un ragazzo speciale, lucido e corretto. Quando ha chiesto di andare via l’ha fatto con dignità. Lo stimiamo molto”. Decisivo nei momenti più difficili, il norvegese ha poi trovato meno spazio e ha scelto di cambiare per avere più minuti, anche in ottica Mondiale.
Domenica sarà avversario temibile: “Limitarlo è complicato, attacca lo spazio, va forte nel gioco aereo. Servirà un occhio particolare, ma soprattutto dovremo tenerlo lontano dall’area”.
Tra ricordi e tattica, De Rossi ribadisce il doppio binario: custodire la storia del Genoa e preparare con attenzione uno scontro diretto delicato.
Gip