Cláudio Branco e Mario Bortolazzi sorridono al Signorini con la maglia rossoblù del Genoa, durante la visita di Branco alla squadra.

Foto Genoa CFC - Tano Press

Dopo quella di Mario Bortolazzi, oggi per squadra e staff è arrivata al “Signorini” un’altra graditissima visita: quella di Cláudio Ibrahim Vaz Leal, per tutti Claudio Branco, indimenticabile incursore brasiliano del Genoa di Osvaldo Bagnoli, che fece sognare i tifosi rossoblù conquistando un quarto posto in campionato per poi essere protagonista di una splendida cavalcata in Europa.

Due artefici di un calcio magico e suggestivo che oggi non c’è più, diventato ormai schiavo di tecnologie cervellotiche e di tv che di fatto decidono date e orari (spesso astrusi) delle gare, con ritmi sempre più elevati e stressanti.

Claudio e Mario hanno dunque ricordato i loro tempi e dialogato con tecnico, squadra e staff, lasciandosi andare ad alcune battute, che vi riportiamo così come pubblicate dal sito ufficiale del Genoa:

“Sono le 11:47 quando Claudio Ibrahim Branco, tre stagioni in rossoblù da incorniciare come quadri, varca i cancelli del centro sportivo intitolato a Gianluca Signorini. “Avessi guidato io, sarei arrivato all’una…”. L’ironia e l’allegria di sempre. Ad attenderlo Mario Bortolazzi e la rappresentanza del club. L’allenamento è in corso con DDR che si sta sgolando. Due ex da cartoline, Claudio e Mario, Mario e Claudio, autori di gol spettacolari da non credere. E artefici di annate straordinarie sotto la guida di Osvaldo Bagnoli. Un’occhiata ai campi di gioco: “Mario, guarda che bel tappeto sono ora i campi. Noi avevamo preso l’osso, qui adesso c’è da mangiare il filetto…”.

Il dialogo in idioma portoghese con lo chief of football Diego Lopez. Se son rose, fioriranno. Branco Tetra ’94. Firma così il campione del mondo verdeoro, coordinatore delle nazionali giovanili nel suo Paese, il materiale che gli passano sotto il naso. Un vezzo guadagnato a suon di siluri, medaglie e stille di sudore. “Un Mondiale senza l’Italia non è un mondiale…”. Noblesse oblige. In una pausa dell’allenamento, DDR si avvicina. “Maestro, questa è casa vostra: tua e di Mario. Sono io l’ospite…”. “Mister, la squadra sta giocando bene e ha una bella ‘gamba’. Guardo tutte le partite che posso”. Le foto con la maglia. Tre passi indietro Mario tira la battuta. Ma mica è velenosa come certe traiettorie terra aria. E’ solo carica di un affetto fraterno. C’è chi può. Mario e Claudio, Claudio e Mario. Due di noi”.

Sì, proprio due di noi.

Due protagonisti di uno spaccato di un periodo bellissimo della storia rossoblù, che ci fa immenso piacere ricordare.

Così come ci fa piacere ricordare il coro che a quel tempo (era il campionato 1990/91) la Fossa dei Grifoni dedicò a Branco e ad un suo storico gol su punizione, che diventò anche una cartolina natalizia. Quel derby fu vinto dal Genoa per 2 – 1 (rete di Eranio, pareggio blucerchiato su rigore da parte del compianto Luca Vialli, e appunto rete della vittoria di Claudio Branco), e quella vittoria di fatto diede il via alla pazza cavalcata della “Banda Bagnoli”.

Un coro che così recitava:

“Quella massa di ciclisti, che gridava Bobby-Gol, non sapevan che alla fine, i più tristi eran lor, quattro a zero cinque a zero, scommettevano sui gol, ma finita la partita, si sentiva dalla nord: Luca Vialli e Bobby gol segnan solo su rigor.

Al Doriano alla partita, gli sembrava di sognar, quando vide Luca Vialli, il rigore trasformar, non sapevano che nel Genoa, c’era un brasiliano che, tira bombe da lontano, gioca meglio di Pelé: Claudio Branco Alè Alè.

E fu proprio in quel momento, che il Grifone si rialzò, e la banda di Bagnoli, fece il sogno della Nord, lotteremo come sempre, non ci arrenderemo mai, siam la Fossa dei Grifoni, se ci incontri sono guai. Forza Genoa Alè Alè”.

Un coro goliardico, diretto ma mai offensivo, diventato un must durante le partite di quegli anni.

Grazie ancora di tutto Mario e Claudio.

Anche per averci dato l’occasione di ricordare, e magari di far conoscere ai più giovani, questa bellissima pagina di storia rossoblù.

Gip

 

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