La vittoria contro Israele non è stata semplice come il risultato potrebbe lasciar pensare. Ma quel 3 -0 lascia il dolce in bocca ai tifosi di una nazionale che, grazie allo spartano Gattuso, ritrova gioco, attacco e soprattutto la vicinanza del tifo italiano per una nazionale da tempo grigia e deludente.
Il gruppo, completamente diverso da quello guidato da Spalletti, ha mostrato incisività in attacco, coraggio e determinazione, con un Retegui che ha realizzato un secondo gol davvero spettacolare, dopo il rigore messo alle spalle del portiere israeliano Peretz, con un Donnarumma straordinario, specie in un intervento davvero decisivo, levando un pallone sotto la traversa. Anche chi è risultato meno brillante non si è mai risparmiato nell’impegno. Oltre a Retegui e Donnarumma, da segnalare il contributo del ventenne Pio Esposito delI’Inter, nato a Castellamare di Stabia (in gol all’esordio contro l’Estonia) . Una nazionale in cui sono diversi gli elementi che possono alternarsi, un dato importante visto i numerosi impegni tra campionato e coppa che rendono fondamentale la disponibilità anche di jolly di esperienza come Cristante e Spinazzola
Israele non sembrava certo un ostacolo proibitivo, ma lo stesso Gattuso ha sottolineato qualità e pericolosità di alcuni avversari. E’ chiaro che senza la determinazione dimostrata non sarebbe stato facile condurre in porto una vittoria fondamentale per restare in gioco. L’Italia ora è certa del secondo posto nel girone. Un risultato che assicura il pass per l’accesso ai playoff per la definitiva qualificazione ai Mondiali. Il 16 novembre è in programma la sfida tra Italia e una Norvegia che, a meno di improbabili sfracelli con l’Estonia, dovrebbe confermarsi al primo posto, grazie alla pioggia di gol del talento venticinquenne Earling Haaland in forza al Manchester City, (sue tre delle cinque reti rifilate ad Israele).
Facendo gli scongiuri l’Italia dovrà giocarsela nei playoff (due partite secche, semifinale e finale). Questo dopo i due pessimi precedenti, difficili da dimenticare, che hanno comportato l’eliminazione nel 2018 degli azzurri, con il ct Giampiero Ventura, contro la Svezia e nel 2022 l’incredibile sconfitta contro la Macedonia del Nord che ci costò di nuovo la partecipazione ai mondiali (in panchina vi era Mancini).
Tornando a Gattuso Il tecnico 47enne calabrese ha espresso tutta la sua soddisfazione per come si sono mossi e impegnati i suoi giocatori. Con la consueta sincerità l’ex ringhio rossonero ha dichiarato “il calcio è cambiato e non possiamo sottovalutare nessuno confessando di aver avuto paura per l ‘esito della partita, soprattutto visto quanto accaduto negli ultimi anni”. Ha poi giudicato l’abbondanza di punte (Kean, Retegui, Raspadori, Politano, Orsolini,Esposito, Zaccagni) una grande opportunità grazie alla disponibilità di tutti. Ha inoltre sottolineato come l’entusiasmo ritrovato per la nazionale azzurra sia stato ben rappresentato da quei diecimila presenti a Udine, nonostante il contesto a dir poco pesante. Il tecnico ha ammesso che il trovarsi su quella panchina rappresenti un sogno, aggiungendo che se non centrerà l’obiettivo andrà molto lontano dall’Italia.
“Sotto l’aspetto psicologico ho visto la squadra intimorirsi quando subisce il gioco avversario, ma nel complesso sono contento degli sviluppi positivi rispetto a quanto visto al mio arrivo” ha concluso Ringhi, predicando autostima.
SI puo’ migliorare, ma quanto visto lascia davvero ben sperare. Restare dodici anni fuori dai mondiali non sarebbe proprio sostenibile.. per l’Italia per quattro volte campione del mondo con tifosi ovunque dove si ama il calcio davvero.
