balotelli

Dal Genoa terzultimo e in piena emergenza si aspetta una grande reazione. Dalla sconfitta casalinga con il Verona le cose si sono messe male per il grifone. Non solo per i risultati ma per un involuzione del gioco che ha perso incisività in attacco mentre anche la difesa, baluardo del ritorno in serie A, ha perso colpi.  Certo ci si è messa anche la sfortuna con il serio infortunio di uno dei pezzi forti della squadra: il trentunenne centrocampista ucraino Ruslan Malinowsky, che rientrerà solo in primavera. Per non parlare della campagna vendite.

 

Una squadra in infermeria

Ora mister Gilardino, oltre alle inevitabili critiche dopo la pioggia di complimenti di questi due anni, deve fronteggiare una situazione di emergenza totale per gli infortuni che, oltre al portiere Gollini, vedono fermi De Winter, Badelj , Vitinha e Ekuban,   cui si  aggiungono gli acciaccati  Messias e Miretti , che l’allenatore spera di recuperare almeno per la panchina. E’ dato quasi per certo il ritorno del mediano danese Morten Frendrup, mentre sussistono ancora dubbi per l’impiego di Mattia Bani e Junior Messias.

La sfida

Il Bologna non pare più il treno che, guidato dal 42enne tecnico brasiliano, naturalizzato italiano, Thiago Motta, si è qualificato in Champions, ma si tratta pur sempre di una formazione più che solida e pungente sotto l’esperta conduzione di Vincenzo Italiano.

Il sostegno dei trentamila del Ferraris e la volontà di reazione saranno determinanti ma certo il quadro genoano resta pesante.

Definire la sfida con i felsinei, difficile ma non proibitiva, come decisiva può sembrare eccessivo ma la piazza rossoblù è in ebollizione e pretende una vera prova d’orgoglio.

Due nuovi fattori hanno smosso l’ambiente: la possibile messa in discussione di Gilardino e il probabile arrivo di Mario Balotelli.

Come spesso succede nel calcio è l’allenatore il primo a pagare e già gira il nome di un possibile sostituto.

Certo l’attuale quadro preoccupa e non sembra che l’arrivo del primo rinforzo, lo svincolato ventinovenne uruguayano Gaston Pereiro (ex Cagliari), abbia entusiasmato più di tanto.

Poi c’è il paragrafo Mario Balotelli. Un nome che immediatamente ha portato sul Genoa l’attenzione e la curiosità generale dei media. Un giocatore di grande talento che non si è saputo gestire sprecando fior di occasioni, ma che certo non ha perso il fiuto del gol.  Questa a 34 anni potrebbe essere un’ennesima e forse ultima opportunità per rimettersi in gioco nel campionato italiano.

Ora si attende solo una reazione fondamentale per la panchina e per tutto il mondo genoano.

Inutile ribadire che i problemi partono dalle difficoltà economiche societarie che hanno imposto le cessioni al gruppo 777 Partners.  La proprietà è in difficoltà e ha dovuto cedere  alcune sue significative posizioni debitorie, al  referente fondo americano assicurativo finanziario  A-Cap. Il fondo assicurativo finanziario (fondato nel 1925) è così diventato sempre più influente, inserendo alcuni suoi membri nel CdA di 777 Partners. Il tutto rientra in un quadro quanto mai complesso e critico, la cui  operatività e trasparenza è sotto la lente di società di rating e istituti di vigilanza.

Già un mese fa gli esponenti di 777 Partners presenti nel CdA dello Standard Liegi sono stati  sostituiti da rappresentanti del fondo A-CAP, uscendo dal controllo del club belga in attesa di nuovi investitori. Insomma un film già visto..

 

 

Il mantenimento della serie A è diventato, anche sul piano finanziario, fondamentale in vista di una cessione della squadra rossoblù a un nuovo investitore. La finanziaria con sede a Miami 777 Partners da qualche anno, oltre alla gestione di compagnie aeree low cost, ha investito in diverse squadre di calcio rischiando di acquisire anche l’Everton in Premier League. Un’operazione saltata anche alla luce delle difficoltà che stanno portando alla cessione del Genoa Cfc.

Ora è quanto mai prevedibile e auspicabile l’arrivo di Balotelli e di altri nomi che risollevino la squadra, oltre che per i tifosi, anche  per gli interessi meramente economici degli investitori che potrebbero risultare ancora americani.

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