genoa lazio 0 3

Genoa Lazio 0 -3. Si conclude con una pesante sconfitta il posticipo del monday night tra  grifone e aquile. Mancava Vieira in panchina squalificato che aveva parlato di un Genoa d’attacco , ma i buoni propositi  non sono serviti. La buona volontà non è bastata al grifone  contro la squadra di Sarri ben messa in campo, cinica nei suoi  contropiedi, che così risponde alla sconfitta nel derby.  Il campionato è lungo ma certo il quadro non è dei migliori per questo grifone a cui  serve una pronta reazione per un attacco che non punge e un centrocampo che non ha un autentico centrale che metta ordine.

Il possesso palla spesso sterile (66%) del Genoa ha fatto i conti con  le ripartenze veloci della squadra biancoceleste quanto mai concreta.  E’ certo che il gol, quasi a freddo, ha condizionato una partita  non facile. Anche Vieira ha ammesso come sia stato un incontro  nato male: “il peggiore da inizio stagione” per il suo Genoa.

Nel prepartita musicale curato dalla nuova media partenership   Rolling Stone si è  sentita “Start me up” storico pezzo delle storiche “Pietre rotolanti”.

Il Genoa si è presentato  alla sfida con i biancocelesti   cn Ostigard  e Vitinha dal primo minuto.  il  ventinovenne Maxwel Cornet è rimasto in panchina e ha visto rinviato il suo esordio. In attacco Vieira da fiducia a Colombo, con l’islandese Elletsson sulla fascia. A centrocampo conferma per  Malinovskyi , Masini e Frendrup. Nella Lazio diversi sono gli assenti  nel centrocampo tra squalificati e infortunati, ma il livello tecnico degli uomini di Sarri è rimasto  alto e si è visto.

Non passa un minuto che vi è già un ammonizione per  Johan Vasquez (alla fine i cartellini gialli  inflitti da Ayroldi saranno cinque)   Al 4′ il Genoa si fa sorprendere da  una veloce percussione dell’attaccante argentino Valentin   Castellanos, troppo libero, il cui assist viene messo in rete da Matteo Cancellieri  solo davanti ad un incolpevole Leali. E’ un gol che pesa sull’incontro.

Al 15′ si perde una situazione  pericolosa  della Lazio, con un Leali fuori dai pali.  I biancocelesti  insistono in avanti, vedendo il momentaneo contraccolpo psicologico  al gol  di un grifone che reagisce al 19′ con  una bella azione impostata da Masini,  la palla arriva sulla sinistra a Vitinha  il cui  tiro dalla distanza viene respinto da Provedel.

Il Genoa cerca di farsi pericoloso ma sono troppe le imprecisioni nei contrasti e nei passaggi  con una  Lazio che  si mostra sempre in vena di veloci repliche. Alla mezz’ora è Adam Marucic‘  che, dopo  una veloce ripartenza,  la  mette in area per Castellanos. Il numero 11 delle Aquile insacca  sul primo palo: 0 -2.

La reazione del Genoa nel finale di tempo esprime il  meglio in attacco: Al 40′ Ellertsson, solo davanti a Provedel, condude però spreca sul portiere in uscita  (si fa ipnotizzare..). Replica Colombo al 43′  che, splendidamente servito nel cuore dell’area da Martin, conclude con precisione, ma  Provedel salva  la porta distendendosi  e deviando  il tiro.

Il secondo tempo inizia con  petardi e fumogeni nella Nord.   Il tabellino segnala al 51′ un cartellino giallo anche per Masini.

Dopo una buona occasione sfumata al 57’ da Colombo , di testa non riesce a concretizzare un passaggio di Martin (uno dei migliori nel grifone) , si è passati dal  possibile rigore , revocato da Ayroldi dopo il check, al terzo gol della Lazio di Mattia Zaccagni che, al 63′ conclude  in rete, sotto la traversa da distanza ravvicinata,  alle spalle di Leali, un rimpallo a seguito di una punizione di Pellegrini. il gol è preceduto dalla quarta ammonizione, quella di un Malinovskyi  alquanto deludente.  Anche sullo 0-3  i tifosi genoani continuano a cantare e incitare la squadra.

Vi poi spazio per  una sequela di sostituzioni , sicuramente  tardive, con l’ingresso di Ekuban, Ekhator, Stanciu e Venturino ma i giochi sono ormai fatti.

Non vi sono colpi di scena, anzi è la Lazio al  72′ a sfiorare ancora il gol con Cancellieri che spedisce alto a due passi da Leali.

“Noi vogliamo undici tifosi” urlano i tifosi ai giocatori a fine partita sotto la Nord. Il loro entusasmo e supporto non è mai mancato. Ora serve una pronta reazione.

 

 

 

 

 

 

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