Vitinha tra i compagni in esultanza, accompagnato da Norton-Cuffy e Ostigard, nelrossover di gioco Genoa-Verona, maglie bianche con banda rossa e stemmi in evidenza

Foto Genoa CFC - Tano Press

Il Genoa scende in campo al Bentegodi di Verona con la voglia di accumulare punti per chiudere prima possibile il discorso salvezza, e compie la sua missione con merito.

Inizialmente sembrava che i giocatori rossoblù patissero il fuso orario, come se fra Genova e Verona ci fosse la distanza che intercorre fra Genova e Pechino.

Il primo tempo infatti scivolava via fra gli sbadigli, con il Verona che non riusciva a tessere nessuna trama offensiva degna di nota ed il Grifone che cercava troppo timidamente di pungere la retroguardia gialloblù.

Il risultato, al termine dei primi 45 minuti di gioco, non poteva dunque essere diverso da quello di uno scialbo 0 – 0.

Nella ripresa però mister De Rossi cambiava alcuni interpreti, affidandosi alla verve di Norton-Cuffy e Vitinha, chiamati ad avvicendare Sabelli ed Ekuban.

E la mossa dava già i suoi frutti dopo appena un minuto, con il portoghese che si inventava infatti un micidiale tiro da fuori area che sorprendeva il portiere Montipò un po’ fuori dai pali.

Il vantaggio dava maggiore serenità ai ragazzi in maglia rossoblù, che controllavano il match senza affanni fino alla rete che chiudeva il match, nata a quattro minuti dal termine dall’intesa della premiata ditta Martin – Ostigard, letale nell’indirizzare di testa la palla alle spalle dell’estremo difensore della squadra di casa.

Gara dunque che porta in dote al Grifone tre punti preziosissimi, permettendogli di agganciare il Torino in tredicesima posizione a quota 33 punti in graduatoria.

Un bel pezzo di salvezza passava da questa gara a Verona.

Ed il Genoa è stato bravo a non lasciarsela sfuggire.

Gip

 

 

 

 

 

 

 

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