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Il giocattolo che aveva portato entusiasmo e risultati, in un contesto societario sano e legato al territorio, sembra scivolare sempre più in basso, tra  quotidiane polemiche che partono specie dall’ “alto”, amplificate  da risultati e un gioco non certo esaltanti, su cui pesano come un macigno cessioni di calciomercato,  non adeguatamente compensate, e non solo, che hanno reso la squadra palesemente più debole.

I sorprendenti risultati della passata stagione, ottenuti grazie alla straordinaria armonia tra le varie componenti del club e per la forza di un team combattivo e di qualità, esaltato dal pragmatismo di Alberto Gilardino, sono un ricordo.  Anche lo stesso allenatore, solitamente silenzioso e poco propenso a lamentele, ha eloquentemente affermato in tema mercato, dopo lo sciagurato derby : “Occorreva pensarci prima”, ammettendo di vivere un primo  momento  critico con la squadra, che potrebbe ripetersi.

Ora alla pochezza dei risultati si aggiungono preoccupanti segnali legati a  uno stillicidio di voci e dichiarazioni per  tensioni tra le varie componenti societarie, in particolare, tra il presidente Zangrillo , che da vero tifoso non risparmia critiche, e vertici della proprietà a partire dal CEO  Andres Blasquez. Un Blasquez che nei prossimi giorni (giovedì 3/10) incontrerà i rappresentanti dell’associazione club genoani.

I commenti sul web dei tifosi del grifone  sono impietosi e tendenzialmente salvano il presidente. Tifosi che ancora credono, ma fino ad un certo punto, ad una più che possibile ripresa, con nuovi innesti , ma sono in  molti a non farsi illusioni ritenendo  la stagione in corso come ineluttabilmente storta. Nel tifo si sa si fa in fretta a passare dall’entusiasmo alla depressione, ma quanto emerso fino ad ora non lascia spazio a grandi ottimismi e ora nel calderone delle critiche viene anche toccato  il tecnico biellese che qualcuno vede a volte andare in confusione.

Un clima che, nel suo complesso,  non aiuta una  squadra cui certo non manca la buona volontà, mentre pare  evidente che l’attacco dei punteros Vitinha-Pinamonti non possa assicurare  grandi sviluppi. Anche alcuni elementi punti fermi della squadra sembrano meno brillanti.

A preoccupare non sono tanto le sconfitte ma la pochezza della reazione in termini di pericolosità. Anche la difesa, intorno a Mattia Bani, vero gioiello e uomo simbolo su cui si sono costruite le premesse dell’ottima passata gestione, oggi non pare più così sicura..

Tra i tifosi c’è chi vede il bordo del burrone e chi  crede che  questa proprietà, passata  qualche inevitabile  giornata storta, sia sempre pronta a assicurare investimenti e sostegno.

Intanto i rappresentanti dei club genoani avranno, come detto,  un imminente incontro con il Ceo Blasquez. Un segno palese che qualcosa non va. Ed è giusto che chi sostiene con una fedeltà impressionante, con  uno  stadio sempre pieno di calore per i colori rossoblù, abbia delle rassicurazioni.

Nel calcio è sempre più importante una seria programmazione che non è facile intravvedere tirando fuori qualche coniglio da un cilindro a  gennaio.

Il cuore del grifone  ha ancora tanta speranza per riprendersi. La strada è lunga e dura per tutti,  certo nelle difficoltà emergono molte divisioni. Molti si appellano a Zangrillo presidente tifoso, come autentica ancora di salvezza, ma pure lui è stato oggetto di qualche critica per alcune sue  reazioni finite sui media.

Ovvio, bisogna andare avanti contando con sulle proprie forze, ma occorre prendere atto della “concorrenza” quanto mai agguerrita, come testimonia il  neopromosso  Como di Cesc Fabregas e il Venezia di Eusebio Di Francesco, in un campionato quanto mai equilibrato.

La squadra dopo il riposo andrà in ritiro mentre vanno avanti le inchieste sui tifosi violenti che rischiano pene davvero pesanti.

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