Gianluca Rocchi in abito scuro e cravatta blu davanti a logo FIGC, nel servizio sul designatore Rocchi indagato per frode sportiva e autosospensione a Carrara

Gianluca Rocchi, designatore indagato per frode sportiva, si autosospende tra le proteste a Carrara.

 

Su questo finale di campionato esplode la bomba del designatore per la serie A e B Gianluca Rocchi, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale,  accusato concorso in frode sportiva. Un vero terremoto che non poteva non avere echi anche internazionali sul nostro calcio reduce dall’ennesima eliminazione dai mondiali.

Nel mirino degli inquirenti alcune partite del campionato 2024  25, e non solo, in cui  sarebbero state pilote le designazioni arbitrali da parte di Rocchi, anche attraverso riunioni riservate, con possibili pressioni sul Var.  L’indagato giovedì prossimo sarà ascoltato dalla Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo.  All’origine del caso vi sarebbe un esposto di Domenico Rocca che, l’ex assistente arbitrale e guardalinee calabrese quarantaduenne, avrebbe presentato a giugno 2025 a Commissione Arbitrale Nazionale (CAN), denunciando gravissime irregolarità proprio da parte della CAN nella gestione di designazioni, valutazioni e graduatorie, alterando la correttezza degli incontri.  .

Per l’indagato si  parla di 13 mesi di inibizione.  Un quadro che comporterà il più che probabile saluto di Rocchi alla presidenza dell’Associazione Arbitri Italiana, carica per la quale era in prima posizione, rimettendo in discussione il processo di rinnovo delle cariche della Federcalcio in corso.

Intanto il ministro dello sport Andrea Abodi, di fronte all’inosservanza delle norme sportive con possibili risvolti penali , si è pronunciato attaccando la Federcalcio per le presunte designazioni combinate. Abodi ha rilanciato, come Lotito, l’ipotesi di un possibile commissariamento della FIGC, restando in attesa di ulteriori informazioni dal Coni.

Il caso Rocchi e le vicende giudiziarie aperte non potevano non scatenare le proteste da parte dei tifosi e di tanti sportivi alle prese con l’ennesimo scandalo che riaccende polemiche e sospetti mai sopiti.

A Carrara le proteste del 4 marzo 2026 . Rocchi esce scortato dai carabinieri

La querelle Rocchi è stata preceduta da un episodio molto significativo a Carrara.   Il designatore Gianluca Rocchi, presente sugli spalti, è stato preso di mira da una forte contestazione con sventolio di banconote che lo hanno costretto ad uscire dallo Stadio scortato dai carabinieri.  La protesta è partita nel finale di Carrarese Catanzaro a seguito della   concessione di un rigore ai calabresi  sul risultato di 3-2. La decisione di far ripetere il penalty, parato dal portiere della Carrarese, da parte dell’arbitro Federico Dionisi, ha acceso un’infuocata protesta contro Rocchi. Un segno di come queste vicende possano accendere gli animi dei tifosi. La partita si è chiusa sul 3-3 a seguito della trasformazione del rigore ripetuto

Scandalo e polemiche sono inevitabili come la rabbia di quei tifosi che poi sono quelli che con la loro passione e i loro abbonamenti supportano tutto il movimento calcistico.   Quello che conta è che la  giustizia sportiva e ordinaria facciano il loro corso con determinazione.

Antonio D’Angelo. Ingiustizia sportiva negli anni ’70: “gli macano tre dita non puo arbitrare..”  

La denuncia e la rivincita del guardalinee calabrese sui vertici della CAN mi ha fatto ricordare il caso di ingiustizia sportiva subito dall’arbitro Antonio D’Angelo, mio papà, scomparso nel 2009.  Un uomo che ha coltivato questa passione da ragazzo, con grandi sacrifici e  serietà ha vissuto e sentito il suo ruolo partendo dalle categorie minori. Lo scandalo è che, con sua profonda amarezza,  arrivato in Serie A in terna con l’arbitro Fantoni, parliamo degli anni 70, dopo un derby Juve Toro, in cui giocò Sivori, i responsabili arbitrali  affermarono  indecorosamente, nonostante le lodevoli valutazioni, che il  D’Angelo non poteva arbitrale a quei livelli in quanto aveva una mano a cui mancavano tre dita e che ciò inficiava l’immagine arbitrale. Le dita le aveva perse da bambino raccogliendo una penna ordigno lasciata dai tedeschi sul terreno. Una vergogna di cui se ne sarebbero dovuti accorgere prima.  Ricordo mio padre bravissimo a scrivere a macchina con entrambe le mani come funzionario della Procura.

Oggi tutti parlano di handicap ma all’epoca, e non parliamo di molti anni fa, il clima era quanto mai diverso.

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