Ci sono personaggi nel mondo del calcio che rimangono indelebili nel cuore dei tifosi e della città dove hanno professato l’attività ed in seguito si sono fermati con la famiglia.
Uno di questi è senza dubbio Miguel Vitulano a Livorno.

Miguel ,all’anagrafe Michele,era nato a Manfredonia in provincia di Foggia il 7 giugno 1951 ed è mancato il 23 Febbraio 2009 a Livorno dove viveva insieme alle sue tre figlie.
Negli anni ’50 aveva seguito la famiglia di origini pugliesi in Argentina , in cerca di fortuna, come erano soliti fare molti nostri compatrioti in quel periodo storico.
Sin da piccolo aveva mostrato qualità balistiche insieme ad un fisico imponente.

Un giorno seguì degli amici che andavano a fare un provino al Temperley , vicino Buenos Aires ,dove venne scelto.
Miguel andrà in seguito anche a giocare nelle giovanili del Boca Juniors.
Rientrato con la famiglia in Italia nel 1975 Vitulano giocò come centravanti nel Perugia e nella Salernitana.
Nel 1976 approdò al Livorno in serie C dove ha scritto pagine importanti per la storia del club.

115 presenze e 31 gol dal 1976 al 1980 in maglia amaranto.

A Livorno Il bomber italo argentino è tornato a fine carriera dopo esperienze con Chieti,Mira e Ponsacco, appendendo le scarpe al chiodo nel 1984.
Vitulano è rimasto a vivere a Livorno nel post calcio svolgendo l’attività di informatore medico scientifico e ,nel calcio, è rimasto sempre vicino alla società amaranto.
All’ombra dei quattro mori il suo apice da calciatore è stato il 22 Aprile 1979.
In un derby all’Arena Garibaldi di Pisa, contro gli acerrimi avversari nerazzurri, Miguel segnò una rete storica che diede la vittoria al Livorno per uno a zero.
A sette minuti dalla fine del match, contro un Pisa che puntava in alto nella classifica di serie C, Miguel con un diagonale insaccò la rete nerazzurra facendo esplodere lo spicchio di tifosi amaranto, andando ad esultare davanti a loro ebbro di gioia.

Grazie a Vitulano quel derby rimane ancora oggi indimenticabile a Livorno e con quella rete cementò ulteriormente un legame che era già molto solido con i tifosi livornesi.
Nella città toscana per 15 anni è stato celebrato il Memorial Miguel Vitulano con forte impegno della famiglia e delle istituzioni locali con sponsor vari per ricordare la memoria del centravanti italo argentino.
Un evento con squadre giovanili professionistiche di ottimo livello vinto anche dal Genoa nella stagione 2022.

Purtroppo dall’anno scorso non vi sono state più le possibilità di portare avanti il torneo.

Vitulano era stato soprannominato “El Merendero”.
Il gigante baffuto era stato soprannominato così, in terra labronica ,a seguito di una pubblicità di Carosello (programma che spadroneggiava nella televisione nazionale di quelle stagioni).
La stessa era diventata un coro da stadio ancora oggi la curva amaranto, a volte, intona.
La strofa era così: ” Mamma mamma lo sai chi c’e’, è arrivato Vitulano, è arrivato da lontano per segnare tanti goal ,El Merendero”.

Un aneddoto personale: ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente e da lui sono stato allenato per un periodo negli anni novanta al Picchi Livorno.
Il Picchi Livorno è una storica società satellite da sempre del Livorno calcio e prende il nome dal fantastico libero livornese della grande Inter di Angelo Moratti degli anni sessanta.

Il quadro di Miguel e’ molto positivo ma la sua grandezza era soprattutto di carattere umano.
Nei rapporti sempre molto corretto ed educato.
Persona saggia, coerente e dolce anche quando aveva da dire qualcosa di poco piacevole.
Qualità che manifestava anche fuori dal campo di calcio dove gli volevano tutti bene e lui era sempre disponibile con tutti.
In città lo si vedeva spesso in centro a parlare con chiunque lo fermasse per scambiare due parole di calcio o altro.
Sedici anni dopo la sua morte devo dire che la sua assenza si fa ancora sentire molto, malgrado sia sempre presente in città il suo mito.

Mi appassionano molto le storie di sportivi che anche se non sono arrivati ai vertici delle massime serie ,si sono dimostrati uomini dal grande cuore .
Per me sono i veri numeri uno.
Meglio un grand’uomo di serie C che un campione c…..
grazie Stefano detto da un vero sportivo ed amante dello sport puro come te fa solo piacere.