Il cuore di Daniele De Rossi, nato ad Ostia nel 1983, torna all’Olimpico per sfidare con il suo Genoa, i colori giallorossi, cui è rimasto sempre legato, per la 17ma giornata di campionato. E’ la partita delle panchine incrociate tra Gasp e DDR. La squadra di Gasperini, quinta con 30 punti, cerca di rilanciarsi verso il vertice, dopo qualche battuta d’arresto che non ha sminuito le sue ambizioni. Una particolarietà vede i giallorossi alieni al pareggio (dieci vittorie e sei sconfitte). Un pareggio (anche statisticamente probabile) sarebbe ossigeno per il grifone ma certo Gasperini contro il Genoa non vorrà sorprese.
Una partita difficile su un campo sul quale il Genoa ha raccolto davvero poco in questi anni, ma la situazione di classifica, dopo i due passi falsi con Inter e Atalanta, nonostante le ottime cose viste, non consente altre distrazioni .
Il Genoa parte con il duo d’attacco Vitinha Ekuban. Certo se il portoghese Vitor Manuel Carvalho Oliveira riuscirà ad esprimersi come nella sfortunata partita con l’Atalanta, come il resto della squadra, anche la sfida difficile dell’Olimpico potrebbe riservare delle sorprese.
Quello di DDR è un Genoa in crescita come emerso nella determinazione e nella foga espressa da giocatori come Ekuban, Colombo che faranno la loro parte anche all’Olimpico. Sulla fascia Norton Cuffy, sempre più oggetto di desiderio di diverse squadre di vertice (Juve, Napoli e pare anche Roma) e Ellertsson, a centrocampo Malinovskyj e Frendrup, con il prezioso Martin a collegare i reparti. In difesa dovrebbe essere confermato il trio Ostigard , Mecandalli e Vasquez. Sicuramente ci sarà spazio nel corso della gara per Thorsby, in una formazione a cui De Rossi ha saputo dare compattezza e efficacia al gioco, tenendo unito e valorizzando il gruppo. DDR farà di tutto per continuare questo percorso all’Olimpico.

“Un risultato positivo sarebbe importante per guadagnare almeno un punto nelle ultime tre partite, una sconfitta non cambierebbe molto le cose ma la sfida fondamentale sarà quella con il Pisa dell’ex Gilardino, i complimenti fanno piacere ma quello che contano sono i punti in una parte bassa della classifica in cui tutte le squadre lottano strenuamente su ogni campo” è l’obiettiva considerazione del nostro editore Raimundo Navarro.
