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Due rigori con due chiamate Var agli opposti estremi della partita. E una sconfitta per 3-2 davvero immeritata per un Genoa che ha affrontato i campioni d’Italia con il piglio della grande e l’inesperienza della giovane.
Ma la seconda sconfitta di fila su rigore nel recupero deve fare riflettere tutti.
Sulle note immortali di Life is life e Don Raffaè e dopo aver ricordato Vincenzo “Spagna” Spagnolo a 31 anni dalla tragedia, Genoa e Napoli danno vita una “sfida senza regole” di deniriana memoria.
Nemmeno il tempo di allacciarsi bene gli scarpini che gli uomini di DDR spaccano la partita. Vitinha scappa dopo un pasticcio di Buongiorno e si presenta davanti a Meret che lo aggancia sul piede d’appoggio. Massa opta per il rigore dopo l’immancabile off field review e ammonisce il portiere azzurro fintamente incredulo. Sul dischetto Malinovskyi lo spiazza con un rasoterra centrale e il Ferraris esplode per l’1-0. Sono trascorsi tre minuti, ma di gioco in realtà nemmeno trenta secondi.
Per il Grifone è però una gioia effimera perché i campioni d’Italia prendono subito il controllo del centrocampo con il senso della posizione di Lobotka e la fisicità preponderante di McTominay, non a caso eletto miglior calciatore della passata stagione e protagonista assoluto dello scudetto napoletano numero 4.
Dopo un tentativo di Hojlund smorzato da Bijlow, lo scozzese sfiora il gol al 12′ con il classico rigore in movimento, calciato alto da ottima posizione al termine di un pregevole scambio scambio con la rivelazione Vergara.
Ma il pareggio arriva sette minuti dopo: imbeccata di Elmas per McTominay il cui rasoterra viene respinto da Bijlow proprio sui piedi dell’accorrente Hojlund che realizza l’1-1 a porta vuota.
I rossoblu non riescono a riprendersi e due minuti dopo incassano la seconda mazzata, stavolta ad opera dell’onnipresente McTominay che fulmina il portiere olandese con una fiondata potente dai trenta metri che si insacca a mezza altezza. Gol capolavoro e ribaltamento in un batter di ciglia che manda il Genoa per un po’ sulle corde.
I segnali di sveglia arrivano al 39′ con un siluro di Malinovskyi dalla distanza sul quale Meret compie un bel volo plastico a deviare in angolo. Mentre proprio allo scadere è Norton-Cuffy a lambire la traversa con un mancino a giro che mette i brividi a Meret.
La ripresa si apre con l‘uscita del migliore in campo McTominay, colpito duro a fine primo tempo e sostituito da Conte con il neoaquisto brasiliano Giovane. Il Genoa ci prova con la forza della volontà ma la qualità superiore dei napoletani su fa sentire. De Rossi si sbraccia in panchina aspettando la scintilla per riaccendere la partita.
Ed eccola al 56′ con una scena fotocopia di inizio gara: Colombo ruba palla a centrocampo ancora al disastroso Buongiorno, prendendo la difesa del Napoli in controtempo e, dopo una corsa sfiancante, fulmina Meret con un sinistro a fil di palo. Un 2-2 piovuto dal cielo e benedetto dagli dei.
E mentre la Nord esulta e riprende calore, Conte richiama in panchina il difensore ex Torino, in serata decisamente no, rimpiazzandolo con Beukema come braccino destro della sua difesa a tre. Il Napoli risponde subito mancando il nuovo vantaggio con una mischia tremebonda con tanto di salvataggio sulla riga di Vasquez e conclusa con destro di Lobotka alto di poco al 62′. Poi De Rossi toglie uno sfinito Colombo per Ekuban per cercare di dare ancora più sprint in avanti.
Infatti Vitinha ci prova da posizione defilata poco prima del 70′, mentre il neoentrato attaccante ghanese cerca di aprirgli gli spazi giusti. Il Genoa la vuole vincere, ma anche il Napoli non sta a guardare. Spinazzola va vicino al 3-2 con una percussione in area sulla destra conclusa a lato di poco e intanto scende una pioggia gelida sui calciatori che però non sembrano accorgersene, tanto è caldo il clima in campo.
Poi Messias e Masini danno insieme il cambio a un quarto d’ora dal termine per Malinovskyi e Martin: il segnale che DDR non intende arretrare di un millimetro. Sembra quasi una profezia perché poco dopo il Genoa passa in vantaggio numerico dopo l’espulsione di Juan Jesus per doppia ammonizione per un fallaccio a centrocampo proprio su Ekuban. Il Conte furioso toglie l’appena entrato Giovane e cerca di rinforzare una mediana che sente troppo l’assenza di McTominay.
Ma anche De Rossi inserisce Cornet per coprire il lato mancino e proprio il neoentrato al 92′ tocca Vergara in area che si contorce come un ossesso per richiamare l’arbitro al dovere del dischetto. Puntuale come le tasse ecco lo squillo del Var che stavolta convince Massa a concedere il penalty ai napoletani.
Hojlund fulmina Bijlow che tocca ma non evita il gol.
E arriva altro 3-2 amaro come la notte di febbraio.
Paolo Magliani