In un anno particolare, la cui svolta coincide con l’arrivo di Vieira, nel panorama calcistico del Genoa, emergono due giovani talenti la cui evoluzione suscita interesse e dibattito: Fabio Miretti e Koni De Winter. Entrambi provenienti dalla Juventus, rappresentano promesse il cui potenziale è ancora in fase di definizione.
Fabio Miretti: talento in cerca di conferme
Nato a Pinerolo il 3 agosto 2003, Fabio Miretti ha mosso i primi passi nel calcio nelle giovanili dell’Auxilium Saluzzo, per poi approdare al settore giovanile della Juventus nel 2011. Con la maglia bianconera, ha esordito in prima squadra l’8 dicembre 2021 in Champions League contro il Malmö FF. Durante la stagione 2022-2023, ha collezionato 27 presenze in Serie A, fornendo 1 assist. Nel 2024, è stato ceduto in prestito al Genoa per l’intera stagione, senza opzione di acquisto, con l’obiettivo di garantirgli maggiore continuità e crescita professionale.
Nonostante le aspettative, le prestazioni di Miretti al Genoa sono state altalenanti, alternando tocchi di classe a apparente superficialità. Alcune voci da Torino suggeriscono che il giovane centrocampista non sia arrivato al Genoa con la giusta convinzione, ritenendo di meritare palcoscenici più prestigiosi. Tuttavia, un giocatore di livello sa che dimostrare il proprio valore in una realtà come quella rossoblù potrebbe aprirgli le porte verso club di maggior calibro nella prossima stagione.
A pesare sulla sua crescita potrebbe esservi anche un problema di mentalità, come evidenziato da Massimiliano Allegri. Il tecnico della Juventus ha più volte sottolineato come Miretti brilli in allenamento ma fatichi poi a replicare le stesse prestazioni in partita: “Ha grandi qualità, ma deve crescere mentalmente. In allenamento fa cose straordinarie, poi in partita si blocca” – una critica che trova riscontro anche nelle sue attuali apparizioni con il Genoa, dove alterna sprazzi di talento a momenti in cui sembra quasi svanire dal gioco. Vieira lo schiera costantemente e fuori ruolo, ma basta a giustificare quelli che pare più un problema di approccio alla gara e atteggiamento?
Koni De Winter: crescita e incertezze
Koni De Winter, nato ad Anversa il 12 giugno 2002, è un difensore belga che può ricoprire sia il ruolo di centrale che di terzino. Dopo aver militato nelle giovanili della Juventus, ha esordito in prima squadra il 23 novembre 2021 in Champions League contro il Chelsea. Successivamente, ha trascorso la stagione 2022-2023 in prestito all’Empoli, totalizzando 14 presenze in Serie A. Nel 2023, è passato al Genoa, inizialmente in prestito, per poi essere acquisito a titolo definitivo nel 2024.
- Al suo arrivo al Genoa, De Winter ha sostituito il partente Dragusin, mostrando inizialmente qualche limite ma evidenziando una progressiva crescita. Tuttavia, nella stagione attuale, le sue prestazioni sono state caratterizzate da errori grossolani, mettendo in discussione la sua affidabilità. Nella partita contro il Venezia, è apparso contratto e raramente propositivo, suscitando qualche critica e perplessità. Dalla sua ha che è stato impiegato fuori ruolo. Vedremo come si comporterà in questo finale di stagione.
Alessandro Zanoli: un talento in ombra
Un altro giovane di prospettiva è Alessandro Zanoli, terzino destro classe 2000, arrivato al Genoa per occupare il ruolo di Stefano Sabelli. Nonostante le sue doti offensive, la capacità di corsa e l’abilità nel superare l’uomo, Zanoli ha trovato poco spazio sotto la guida di Vieira. Proveniente dal settore giovanile del Napoli, dove ha mostrato buone qualità in fase di spinta e cross, il suo scarso impiego al Genoa solleva interrogativi sulla gestione dei giovani talenti e sulla valorizzazione delle risorse a disposizione.
Posto che Vieira veda ogni giorno i ragazzi, ne conosca pregi e difetti, potenzialità e mentalità e che, nonostante un gioco non esaltante, abbia punti e lettura delle partite dalla sua, mentre Miretti e De Winter hanno avuto ed hanno possibilità per affermarsi e dimostrare il loro valore, Zanoli rappresenta un’interrogativo curioso viste le aspettative e il poco spazio a lui concesso sia con l’avvento dell’attuale Mister che all’epoca di Gilardino. Discorso a parte quello di Vitinha, da alcuni contestato, ma talento palesatosi più volte, anche quando schierato fuori ruolo seppur non costantemente. Guardandolo in campo talvolta come terzino, il ricordo non può che andare a Di Vaio: nell’era Gasperini, pur fuori ruolo, fece 9 reti, mentre l’anno successivo, al Bologna, 22…
La sfida per il Genoa dunque sarà quella di gestire al meglio questi giovani talenti, affinché possano contribuire in modo significativo al progetto rossoblù. Ai posteri – e alla classifica – l’ardua sentenza.