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Genoa, approvato il bilancio al 30 giugno 2025: perdita di 33,3 mln, patrimonio netto a 18 mln, debito in calo. Focus su governance, strategia e fiducia in Vieira.

Assemblea a Villa Rostan: i numeri chiave e cosa significano

Il Genoa ha approvato il bilancio chiuso al 30 giugno 2025, con una perdita d’esercizio di 33,3 milioni di euro. Il patrimonio netto sale però da circa 1 a 18 milioni, grazie all’aumento di capitale da 40 milioni versato dal presidente Dan Sucu, che detiene il 77% delle quote.
Il fatturato tocca 120 milioni (85 l’anno precedente), l’Ebitda* è positivo a 27 milioni e riprendono gli ammortamenti per 54 milioni (inclusi 14 di quote sospese nel periodo Covid).
Il debito finanziario netto scende da 160,8 a 129,9 milioni, con l’obiettivo dichiarato di ridurlo ulteriormente nel 2025/26. La transazione fiscale firmata nel 2023 resta sotto controllo: 3 milioni l’anno pagati in due rate semestrali.
La rotta è chiara: pareggio operativo nel 2026/27.

 

Plusvalenze e mercato: gestione mirata, non più emergenziale

Il club chiude il 2024/25 con 20,7 milioni di plusvalenze (9 da Retegui, 11,7 da Martínez) e altri proventi da 27,5 milioni, inclusi i 18,5 milioni del riscatto di Gudmundsson.
Nelle note post-bilancio compaiono anche le cessioni di De Winter (18 milioni, plusvalenza 11,6) e Ahanor (16 milioni, plusvalenza integrale), avvenute dopo il 30 giugno.
Un dato interessante: le entrate da player trading restano alte, ma in calo percentuale rispetto ai ricavi operativi. Segno di un modello più sostenibile, in cui la crescita economica non dipende solo dalle cessioni.

Governance e CdA: la nuova geografia del potere

Oltre ai numeri, l’assemblea di Villa Rostan ha formalizzato due nuovi ingressi nel Consiglio di Amministrazione: Răzvan Raț e Ovidiu Golea, già cooptati. È stata invece revocata per giusta causa la nomina di Alberto Zangrillo.
Un assetto più compatto e di fiducia diretta per il gruppo 777 Partners, che consolida così la propria catena decisionale a Genova.

Un bilancio in perdita, ma con fondamenta più solide

Guardando in prospettiva, il Genoa è in una fase di ristrutturazione controllata:

  • la perdita è ancora pesante, ma coerente con la ripresa degli ammortamenti e il contenimento del debito;

  • il patrimonio netto positivo restituisce stabilità patrimoniale;

  • l’Ebitda in utile per il secondo anno consecutivo garantisce liquidità ordinaria;

  • la riduzione dell’indebitamento migliora il profilo creditizio del club e le prospettive di investimento.

Insomma, il Genoa perde oggi per costruire solidità domani. È un bilancio che racconta un club in transizione, non in crisi.

Prospettive e strategia 2025/26

Con un fatturato che cresce e una struttura patrimoniale risanata, il Genoa potrà affrontare la prossima stagione con più margini:

  • Riduzione ulteriore del debito nel 2026;

  • Investimenti mirati su settore giovanile e infrastrutture;

  • Gestione prudente del mercato, senza cessioni obbligate.
    L’orizzonte è quello di un club che vuole smettere di rincorrere le emergenze e tornare a pianificare.

Commento da tifosa: fiducia vigile

Da tifosa, leggere un bilancio in perdita non fa mai piacere. Ma per la prima volta da anni, il numero rosso non spaventa: dietro sembrerebbe esserci una logica, una direzione. All’epoca dei 777 fui perentoria: sin dall’inizio ho portato le mie perplessità e quando parlare di acquistare un club inglese, pensai essere la prova del 9… Il resto lo sapete.
Eppure, non si può fingere che la preoccupazione non esista. La storia recente del calcio ci insegna che i progetti solidi devono anche essere credibili nel tempo.
Mi sento speranzosa, ma con il freno a mano tirato: voglio crederci, ma voglio anche vedere la proprietà mantenere le promesse. La sostenibilità è un bel sogno, ora serve dimostrarla con i fatti, stagione dopo stagione.

Conclusione: tra equilibrio e fiducia

Il bilancio 2025 segna un passo importante: meno debiti, più patrimonio, visione chiara. Il Genoa di Dan Sucu apparentemente sta costruendo con metodo, senza colpi di teatro ma con pragmatismo.
Nel calcio italiano, dove cambiare sembra la regola, la stabilità può diventare il vero vantaggio competitivo.
Ora la sfida è duplice: mantenere la rotta economica e trasformare la fiducia in risultati sportivi.

Fonti:
Gianluca Di Marzio – Bilancio Genoa 2025
WhoScored – Genoa stats
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*Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization, ovvero utili prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortamenti. Serve per capire quanto denaro genera un’azienda (o un club) con la sua attività principale prima di considerare costi finanziari, imposte e svalutazioni contabili.

Per un club come il Genoa, l’Ebitda:

  • indica la solidità della gestione corrente: quanto “cassa” produce la società per mantenersi senza aiuti esterni;

  • esclude effetti non ricorrenti (plusvalenze straordinarie, svalutazioni di calciatori, interessi bancari, imposte);

  • è il termometro della sostenibilità: se resta positivo per più stagioni, significa che il club riesce a reggersi economicamente anche senza vendere giocatori.

Esempio semplice: Se il Genoa incassa 120 milioni (tra diritti TV, stadio, sponsor) e spende 93 per stipendi, staff e gestione, il suo Ebitda è +27 milioni.
Non vuol dire che il club sia “in utile”, ma che l’attività sportiva genera 27 milioni di margine operativo lordo.
Poi da lì si sottraggono ammortamenti, tasse e oneri finanziari e si arriva al risultato finale (la perdita o utile del bilancio).

In sintesi:
👉 Ebitda positivo = la macchina funziona.
👉 Ebitda negativo = la macchina consuma più di quanto produce.

È il modo con cui gli investitori (e la UEFA) capiscono se un club è sano nella gestione quotidiana o se sopravvive solo grazie a vendite e ricapitalizzazioni.

Valentina Jannacone

2 thoughts on “Bilancio Genoa 2025: perdita da 33,3 milioni, patrimonio in crescita e debito in calo. La rotta Sucu punta al pareggio nel 2026/27

  1. Ottimo articolo Valentina.
    Dai 270 M di debito due anni fa, sono stati dimezzati.
    Sarebbe ideale che, nel prossimo bilancio, si abbattesse l’indebitamento sotto i 100 M.
    Dopo gli eccessi ereditati da Preziosi, vedere un margine operativo lordo di 27 M e un fatturato cosi in crescita fa presagire un futuro meno buio.
    Compariamo, in percentuale, il Fatturato contro l’indebitamento (120 su 129.9 quindi 108%) con quello di squadre piu blasonate (Inter 734M con un Fatturato di 510M… 144%) per vedere che il debito e’ relativamente contenuto.
    Giusto per dovere di cronaca, la squadra colorata di Bogliasco ha comunicato nell’ultimo bilancio pubblicato (31.12.2024) Debiti per circa 70 M, e ha un Fatturato di circa 44 M.

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