“Provo vergogna per il club, mi sono sentito umiliato” così Alberto Zangrillo ha commentato il rifiuto ricevuto dalla società Genoa CFC di riconoscere all’ex presidente del grifone, e al figlio Andrea, un abbonamento stagionale.
La vicenda è ormai nota.
Alberto Zangrillo, membro del Cda del club, si era recato al ticket office di Porto Antico per sottoscrivere la tessera annuale,ma, preso atto del diniego, ha sporto denuncia. E’ Zangrillo stesso a confermare (intervistato da Repubblica) come l’inserimento nella black list del figlio Andrea lo abbia portato a denunciare i fatti. Questo ribadendo che non sussista alcuna logica provocatoria nella sua richiesta ricordando, il suo voto a favore dell’aumento di capitale sottoscritto dall’imprenditore romeno Dan Sucu..
La società, il primo agosto, ha comunicato in modo didascalico: “di aver sempre applicato le vigenti normative riguardo il rilascio di titoli di accesso a eventi stagionali”.
Nessun cenno alle motivazioni del diniego, anches se è emersa voce che, colui che dal 2021 è stato presidente della società, sarebbe stato indicato come persona “non gradita che ha nociuto al club”. Tali voci vedrebbero Zangrillo operare in supporto della società A- Cap, creditrice dei precedenti proprietari, i 777 Partners, che hanno sollevato, con ACM Delegate LLC (società che aveva concesso un prestito a 777 Partners) , alcuni ricorsi al centro di un contenzioso giudiziario contro la nuova proprietà. Ricorsi che hanno nel mirino l’aumento di capitale, sottoscritto nel dicembre 2024, che ha consentito a Dan Secu di arrivare ad acquisire il 77% delle quote del club, subentrando alla proprietà di 777 Partners.
Zangrillo, nella citata intervista , ha affermato: “sono stato sentito in Procura come persona informata dai fatti per testimoniare la verità e non per prendere posizione a favore o contro qualcuno”. L’ex presidente ha aggiunto che avrebbe volentieri evitato tutto questo clamore, respingendo le critiche di chi ha ipotizzato una possibile manovra provocatoria, precisando di aver subito informato il presidente Sucu di quanto accaduto..
Permane il mistero dei dieci milioni versati da una controllata di 777 Partners nelle casse del Genoa poco prima del cambio di proprietà? Perché questo regalo quando si era sulla via di uscita?
I ricorsi respinti non hanno chiuso ancora la partita che attende la sentenza fissata per la fine di febbraio 2026.
Comunque con obiettività è giusto riconoscere come la proprietà americana abbia sempre mantenuto i suoi impegni finanziari e operativi verso la realtà genoana.
Contrasti perduranti
La realtà parla di tensioni perduranti dai tempi di Blessin, in parte riemerse sul caso Balotelli. Tensioni rientrate grazie agli straordinari risultati raggiunti da Mister Vieira, esaltando diversi giovani, nonostante la sfilza di cessioni e infortuni.
Ma alla fine le due anime non potevano non scontrarsi.
Interessante la posizione del Blasquez che, evitando commenti diretti sulla notizia, ha precisato come l’ex presidente, essendo ancora in carica nel CDA genoano, abbia tutti i crismi per poter assistere agli incontri del grifone pur senza abbonamento.
Ma allora cosa giustifica il rifiuto di un abbonamento a un ex presidente esteso al figlio che non ha certo colpe?
E perché l’ex presidente tifoso è ricorso a questa richiesta, (che i malpensanti vedono legata a prevedibili sviluppi mediatici) quando avrebbe potuto ottenere l’abbonamento per il figlio?
I tifosi? “Belin, mentre sei che godi arriva sempre qualcuno a strizzarti i m….”
Certo la gran parte dei sostenitori genoani “non vuole casini” per assicurare un clima sereno alla squadra che sta continuando nel trend della passata stagione, essendosi appena aggiudicato il trofeo del centenario di Oviedo, mentre sono in corso gli assestamenti del calcio mercato. C’ è chi afferma con ironia “i genoani vogliono sempre che venga messa la bratta nel ventilatore. Abbiamo una bella squadra e un grande mister e con Sucu stiamo risalendo la china. Non a bene perché va troppo bene. Se è vero che Zangrillo vuole testimoniare pae A Cap voglio vedere come ne esce. Abbiamo vinto un trofeo piccolo ma sempre un trofeo e la scena chi se l’è presa? Deve sparire”. Sintetici ed eloquenti riportiao altri due commenti:
“Belin. Non ce la possiamo fare, Mentre sei che godi, arriva sempre qualcuno a strizzarti i maroni”
“Il problema esisteva dai tempi di Blessin. Speriamo sia venuto il momento di darci un taglio con queste faide interne che hanno sempre danneggiato il Genoa nel passato”.
Vitinha è bravo ma serve un puntero
Tornando ai temi calcistici il successo nel trofeo del centenario di Oviedo non nasconde gli interrogativi su una stagione in avvio che resta interlocutoria e alta concorrenzialità.

La bravura del portoghese Vitinha, su cui Vieira punta molto come centrale d’attacco, non ha fermato l’esigenza di un puntero autentico come Retegui. Anche in difesa il ritorno del venticinquenne norvegese Leo Ostigard, quanto mai importante, non compensa del tutto le possibili uscite degli ottimi De Winter , da tempo nel mirino dell’Inter, e Bani. Da sottolineare il grande contributo fornito dall’esperto Junior Messias davvero illuminante nell’innestare l’attacco genoano. Oltre al numero 10 brasiliano, in questo avvio di stagione si sono visti subito quanto mai brillanti Masini e Frendrup (sul danese permangono forti le attenzioni del mercato) oltre al romeno Stanciu.
