Purtroppo oggi ci ha lasciato un altro personaggio che ha fatto la storia del nostro paese in ambito comunicativo e non solo ossia: Bruno Pizzul.
Bruno Pizzul era nato a Udine l’otto marzo del 1938 ed è deceduto oggi 5 marzo 2025.
Un gigante come giornalista e come telecronista oltre ad aver avuto un passato importante come giocatore di calcio.
Come calciatore professionista è stato un buon centromediano. Fu ingaggiato dal Catania nel 1958 e milito’ anche nell’Ischia , nell’ Udinese e nel Sassari Torres per poi fermarsi a causa di un problema ad un ginocchio.

Come giornalista è stato un illuminato.
Ci ha fatto apprezzare il calcio in maniera sobria ma molto professionale e con conoscenze profonde imparate nel campo con tanta gavetta.
Ci ha fatto gioire spesso con la nazionale come nel mondiale giocato in Italia nel 1990 e con le nostre squadre di club quando giocavano contro squadre all’estero nelle rispettive coppe.
Pizzul è sempre stato un giornalista senza colore, sempre obiettivo, pacato e mai sopra le righe.
Va ricordato per un’infinità di eventi televisivi e non che ha gestito come telecronista in maniera unica.

E’ stato molto importante per la sagace gestione, come telecronista, del maledetto giorno dell’Heysel.
Quel giorno persero la vita 39 nostri concittadini nella finale di Coppa dei Campioni giocata a Bruxelles il 29 maggio del 1985 tra Liverpool e Juventus.
Un momento molto complicato per le famiglie del nostro paese.
La sua grandezza, la sua umanità e professionalità furono indispensabili per portare a termine quella nefasta telecronaca della quale era stato incaricato dalla RAI.
Un uomo che ci lascia tanta ricchezza e un’eredità da coltivare.

Il giornalista friulano dovrebbe essere ricordato cambiando questo modo odierno di fare telecronache sportive, calcistiche in particolare.
Questo modo di fare comunicazione oggi in uso nel quale si urla, si spettacolarizza l’ impossibile è deleterio e ci impoverisce nelle conoscenze.
Comunicando così si alimentano solo assurdi talk show che non hanno nulla a che fare con quello che ci ha insegnato e lasciato Bruno Pizzul.
Grazie Bruno
