“L’Italia rivive il passato glorioso. Gli azzurri hanno ballato e brillato su una Francia che si è appassita dopo il gol iniziale”. E’ l’eloquente titolo dello spagnolo Marca, per la vittoria inattesa degli azzurri a Parigi, che ha colpito e sorpreso a livello internazionale.
Finalmente voglia e aggressività per una vittoria voluta con forza. Lo ha ammesso anche uno sconsolato Mike Maignan, portiere della nazionale francese e del Milan, che oltre a sottolineare la determinazione degli azzurri, non ha fatto mancare le frecciate alla nazionale italiana che, a suo parere, avrebbe solo due elementi che potrebbero giocare tra i Blues.
Un chiaro segno del nervosismo e della tensione che questa inatteso flop ha originato tra i francesi, ripreso ampiamente dalla stampa internazionale.
Come in un thriller, l’avvio della partita con la Francia, al suo debutto in Nation League, pareva confermare la perdurante crisi della nazionale azzurra, cartina di tornasole della crisi del calcio del Belpaese. Invece la sorprendente e netta vittoria degli azzurri di Spalletti al Parco dei Principi, sui quotatissimi francesi di Mbappè, ha espresso la prova di forza e bellezza di un collettivo giovane , carico di orgoglio, tenacia, generosità che sembrava perduto. Una prova che si spera sia davvero l’inizio di quella svolta auspicata da tutti coloro che amano il calcio.
“La chiave della vittoria è stata la reazione immediata del gruppo” è il commento di un sorridente Spalletti.
La nazionale ha espresso un calcio di qualità, veloce, leggero, coraggioso che ha stupito tutti, a partire dagli avversari. Un approccio e una crescita del collettivo che non può essere certo dovuto al caso o a un fortunoso episodio. Un risultato che ha tanti protagonisti, a partire dal ritrovato Sandro Tonali, (rientrato dalla squalifica), vero mattatore e motore a tutto campo, sia in fase di interdizione che di rilancio. Con lui hanno colpito la sicurezza del granata Ricci e di Frattesi. Ma tutta la squadra ha operato con caparbia e solidale umiltà e voglia di vincere. Una scenario che sembrava impossibile dopo quel gol dopo pochi secondi dei quotatissimi francesi. Invece quella che sembrava il viatico di una ennesima batosta (almeno contro un avversario titolato) ha invece dato forza a un gruppo che ha reagito in modo determinato e compatto.
Il pareggio stupendo al volo di Di Marco, quasi sorpreso dello scambio e dalla conclusione perfetta, innestata da una magia di tacco di Tonali, ha dato il là a una squadra che, oltre a tenere duro in difesa e a metà campo, ha continuato a colpire con veloci e pungenti contropiedi che hanno portato ai successivi gol , di ottima fattura, di Frattesi e Raspadori. Gol preceduti dalle conclusioni, quasi a botta sicura, di Frattesi (traversa) e Retegui.
La vivacità dell’undici azzurro ha come detto sorpreso i presuntuosi blues, innervositi dall’evolversi della partita, tanto che Donnarumma non ha certo dovuto fare gli straordinari. In difesa l’esperto Di Lorenzo, dopo il harakiri iniziale, ha mostrato i denti agli attaccanti francesi. Transalpini che, convinti di vincere facile sono risultati come intrappolati, e i suoi talentuosi protagonisti sono rimasti con le polveri bagnate.
Era dal 1954 che gli azzurri non vincevano in Francia. L’Italia è abituata a far emergere il meglio dalle difficoltà, sommersa da critiche. Nel finale anche il discusso Kean si è battuto come un leone su ogni pallone, mentre si sono distinti per acume tattico e astuzia, Raspadori, vero guastatore in attacco, insieme ai nuovi entrati Buongiorno e Udogie. Il gruppo unito come una falange ha vinto sulle star ultramilionarie, impressionando per la sua compattezza. Il calcio è bello perché giocano i talentuosi ma, con la forza del gruppo e la capacità di elaborare ed esaltarsi nel bel gioco, con leggerezza e bellezza, si può battere chiunque.