pre partita toro genoa

 

Momento topico per il Genoa che si presenta a Torino per il Lunch match delle 12.30. Un Toro che vestirà non a caso la terza maglia legata al quel River Plate, nemico storico degli Xeneizes del Boca Junior con cui il grifone è legato dagli albori del calcio.

Vero. Ci sono ancora tantissime partite ma occorre uscire dall’ultimo posto. Le buone prove al Maradona e la volontà messa con il Parma, con la consueta scarsa incisività sotto rete, non han prodotto i punti sperati. Ma i primi fischi del Ferraris e la classifica che piange hanno dato il via ad una serie di critiche che hanno riguardato modulo di gioco,  campagne acquisti,  quadro societario tra assemblee di soci e ricorsi in Tribunale della passata proprietà…

In questo quadro emerge la bravura di un Vieira che è riuscito a esaltare e costruire una squadra che , nonostante  cessioni importanti, ha saputo dar fiducia a  giovani davvero interessanti che hanno risposto sul campo.

E’ il caso prima di Masini, ormai intoccabile perno del centrocampo, e dell’attaccante Jeff Ekhator. Finalmente uno che in area sa imporsi e sotto porta sa dove tirare. Non a caso già sotto osservazione da diverse squadre.  Il problema chiave del Genoa è un attacco che ha segnato solo tre gol dopo sette turni come i suoi punti.

In questo quadro la prova di Torino è un appuntamento quanto mai importante. E il secondo di un trittico di incontri in cui era fondamentale vincere e conquistare punti.  Nel primo contro il Parma si sa com’è andata: un assalto continuo e pure un rigore sbagliato nel recupero. Ora la sfida a Torino con i granata, poi ci sarà la Cremonese al Ferraris, con i lombardi che hanno rappresentato la prima sorpresa di questo avvio di stagione.

Per Vieira è un’ampia la scelta su chi scenderà in campo. In attacco  oltre a Ekhator spazio a Vitinha , con l’islandese Ellertsson sulla fascia.   C’è chi propende per un ritorno, anche part time,  di figure esperte e concrete come il tenace incontrista norvegese, sempre pronto a spingersi in avanti, Morten Thosrsby e sulla classe di un Messias sempre illuminante in attacco. Mentre è importante la ritrovata verve, dietro le punte, di un Malinovkyj,  tornato a tirare in porta e a segnare con la sua nazionale.

Il Toro in piena ripresa, dopo un avvio non brillante (a parte i tre punti conquistati all’Olimpico con i giallorossi) è reduce da un sorprendente vittoria con un Napoli che non ha certo entusiasmato.  Per mettere pressione al Genoa rafforzerà l’attacco dove, oltre al duo Simeone-Adams, potrebbe    schiererà un altro ex Napoli come il belga Cyril Ngonge.

Vieira, che è sempre riuscito a tenere unito il gruppo nonostante le difficoltà, confortato dalla conferma della   piena fiducia della società, con la consueta calma ha dato forza all’ambiente, ricordando come “la squadra lavori bene e che certo occorra migliorare la concretezza”. “Ho visto lo spirito giusto per affrontare una prova difficile come quella di Torino” ha aggiunto il tecnico francese, ripensando agli episodi sfortunati che hanno fatto perdere diversi punti a giochi orami quasi fatti. Resta la questione delle poche conclusioni a rete create dal grifone, anche se una certa inversione si è registrata nell’assalto costante ma improduttivo con il Parma.

Certo il pareggio del Pisa di Gilardino a Milano (raggiunti solo nel recupero dai rossoneri), la dice lunga su un campionato che resta quanto mai combattuto e in cui nessuna partita è scontata sia in alto che in basso alla classifica.

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