De Rossi. 2025

Il tecnico del Genoa ha parlato nella tarda mattinata odierna dell’ultima gara di questa stagione sportiva, in programma Domenica sera (ore 20,45) allo stadio di Via del Mare a Lecce. Per prima cosa ha respinto ogni idea di “partita della salvezza” costruita attorno all’ultima giornata, sottolineando come retrocessioni e salvezze siano il risultato di un intero campionato e non di novanta minuti. L’allenatore ha garantito massimo rispetto per la competizione e per tutte le squadre coinvolte nella lotta salvezza: il Genoa, pur senza obiettivi di classifica, scenderà in campo con serietà e spirito competitivo.

Sul piano tecnico, il mister ha poi difeso il valore di Patrizio Masini, definendolo un giocatore fondamentale per equilibrio e intensità: “copre per due”, recupera palloni e permette ai compagni di esprimersi al meglio. Pur riconoscendo caratteristiche differenti rispetto agli altri centrocampisti, ha negato che la squadra costruisca meno senza di lui, spiegando come il Genoa sappia adattarsi con soluzioni diverse.

Non mancano però i problemi fisici: diversi giocatori sono alle prese con acciacchi e affaticamenti accumulati durante la stagione. Alcuni elementi verranno gestiti con cautela anche in vista degli impegni estivi e del Mondiale per Club. Nonostante ciò, il tecnico ha assicurato che non ci saranno “scampagnate di fine anno”: il Genoa presenterà una formazione competitiva, pur approfittando del match per fare alcune valutazioni in ottica futura.

Sul fronte societario, l’allenatore ha confermato che la programmazione per la prossima stagione è già iniziata. Dopo una salvezza ottenuta con largo anticipo, il club ha avuto il tempo di pianificare il futuro con serenità. Centrale il riscatto di Colombo, definito “un investimento importante” e un giocatore su cui società e staff tecnico puntano con convinzione.

Ampio spazio anche ai giovani. Marcandalli ed Ekhator sono stati indicati come profili dal potenziale altissimo, grazie a caratteristiche fisiche rare nel calcio moderno. Parole positive anche per Zatterström, apprezzato per qualità tecniche e applicazione.

Infine, il tema attacco. Il tecnico ha riconosciuto che al Genoa manca ancora il bomber da oltre 20 reti, ma ha difeso il rendimento complessivo del reparto offensivo, ricordando i gol distribuiti tra più giocatori e l’importanza del lavoro collettivo. L’idea, più che inseguire un centravanti statico d’area, è continuare a valorizzare attaccanti dinamici e funzionali al gioco aggressivo che ha garantito la salvezza.

De Rossi ha quindi aperto una riflessione personale e professionale parlando dell’esperienza con i corsisti di Coverciano, ospitati durante la settimana al centro sportivo rossoblù. Con tono sincero, ha ricordato i suoi anni da studente “dell’ultimo banco”, ammettendo di non essere mai stato particolarmente incline alla teoria, ma sottolineando quanto quell’esperienza gli abbia lasciato sul piano umano e calcistico. Oggi, più che impartire lezioni, preferisce condividere idee, metodi di lavoro e visione del calcio, ispirandosi a tecnici come Roberto De Zerbi, apprezzati per la totale apertura nel confronto professionale: “Nel calcio non esistono segreti”, ha spiegato.

Grande attenzione anche al settore giovanile. L’allenatore ha confermato che diversi ragazzi della Primavera saranno coinvolti nell’ultima gara stagionale, ma ha ribadito una filosofia chiara: i giovani devono giocare presto “tra i grandi”. Più che seconde squadre o lunghe permanenze nel vivaio, il tecnico predilige esperienze dure e formative in Serie C o Serie D, contesti in cui i talenti imparano il “calcio vero”, tra pressioni, campi difficili e competizione adulta. Tra i nomi osservati con maggiore interesse figurano Bebele, Doumbia, Barbini e Consiglio.

Spazio poi ai singoli. Su Amorim, reduce da una prova macchiata da un errore decisivo ma ricca di segnali positivi, il tecnico ha mostrato piena fiducia: ne ha esaltato personalità, visione di gioco e capacità di reagire agli sbagli, considerandolo un investimento importante per il futuro del Genoa. Contro il Lecce giocherà invece Nicola Leali, scelta definita “tecnica e di rispetto”, con Justin comunque pienamente recuperato.

Uno dei passaggi più significativi ha poi riguardato Vitinha, descritto con ironia come “un terzino con la maglia numero 9”, ma soprattutto come il simbolo dello spirito della squadra. Il tecnico ne ha lodato generosità, sacrificio e duttilità tattica, aprendo anche alla possibilità di utilizzarlo stabilmente come esterno a tutta fascia: “È un giocatore da Genoa”, ha ribadito, sottolineando come la sua interpretazione del calcio incarni perfettamente l’identità costruita in questi mesi.

Infine, il bilancio della stagione. L’allenatore ha ammesso che la salvezza, raggiunta con largo anticipo, possa aver dato l’impressione di un percorso semplice, ma ha ricordato le difficoltà attraversate nei momenti più delicati. Fin dal primo giorno, però, era convinto che quello del Genoa fosse l’ambiente giusto: per le caratteristiche della rosa e soprattutto per il calore della tifoseria. Decisiva, a suo dire, anche la fusione immediata con staff, dirigenti e collaboratori del club, in un clima familiare ma altamente competitivo. E un ringraziamento speciale è andato proprio ai tifosi rossoblù, considerati responsabili di “5-6 punti in più” conquistati durante la stagione.

Gip

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