Gino Rossetti nacque il sette novembre 1897 a La Spezia.
Figlio di un fornaio ha avuto la fortuna di non patire la fame in anni nei quali era più facile che accadesse il contrario.
La passione per il calcio sin da piccolo è evidente ed abbinata ad una tecnica innata ed un fisico muscolare attrae le attenzioni dello Spezia calcio che lo tessera al più presto.
Gino passa in seguito al Torino e giocherà anche con le maglie di Napoli e Macerata a fine carriera.
“Rosetti detto Rossetti” perchè, a causa di un errore dell’anagrafe ,era stata aggiunta una lettera s al cognome paterno e, malgrado nel 1931 Gino fece sanare l ‘errore, tutti continuarono a chiamarlo Rossetti.
I suoi sette anni in maglia granata sono indubbiamente la parte più florida del suo percorso calcistico.
Vincerà due scudetti (uno revocato) col Torino e, pur portando sempre anche Spezia nel suo cuore, il mondo granata sarà per sempre la sua essenza.

insieme ad Adolfo Baloncieri e Julio Libonatti ha fatto parte dello storico trio delle meraviglie degli anni venti.
Era un trio magico che si compensava in maniera straordinaria.
Alla fine della loro permanenza a Torino i tre giocatori avranno segnato 385 reti : Baloncieri 94, Rossetti 135 e Libonatti 156.

Baloncieri e Libonatti hanno entrambi a che fare con l’Argentina e con la “ciudad magica”Rosario.
Rosario notoriamente è una città magica, calcisticamente parlando,che ha dato i natali a personaggi unici come “el loco”Marcelo Bielsa, “la pulga”Lionel Messi , “el fideo”Angel Di Maria ed “el trinche” Carlovich per citarne alcuni.

Adolfo Baloncieri nacque il 27 Luglio 1897 a Castelceriolo di Alessandria e fu il primo italiano ad avere un successo internazionale.
Adolfo emigrò con la sua famiglia in Argentina a sette anni in cerca di fortuna come capitava spesso in quegli anni ai nostri conterranei.
Dai sette anni ai quattordici crebbe, nei pressi di Rosario, dove imparò le basi tecniche e tattiche necessarie per diventare un fuoriclasse come poi diventò rientrando in Italia.
Giocatore dal cervello fino e dall’ottima qualità tattica nel leggere le partite, era soprannominato “il gringo” per il suo aspetto chiaro e nordico molto diverso da quello dei locali sudamericani.
Fu il giocatore perfetto per dare la libertà e la copertura necessaria a Julio Libonatti per esprimere le sue qualità di funambolo.

Julio Libonatti nacque a Rosario in Argentina il 5 luglio 1901 e fu il primo calciatore oriundo a giocare con la nazionale italiana il 28 ottobre 1926.
E’ l’uomo che tesse ancora oggi il filo che lega il calcio sudamericano a quello italiano.
Giocatore estroso ha fatto goal e fatto fare tanti goal a chi giocava con lui grazie alla sua capacità di vedere il gioco e mettere il compagno davanti alla porta avversaria.
Delle sue qualità, nel trio delle meraviglie granata, ne ha beneficiato Gino Rossetti.
Fuori dal campo Julio è stato un personaggio godereccio a cui piaceva la bella vita tant’è che per tornare in Argentina a fine carriera gli dovettero pagare il biglietto per il viaggio di ritorno…

Gino Rossetti ha avuto un percorso anche da tecnico nel post calcio giocato.
Ha allenato Spezia, Macerata ,Ternana, Casale ,Aosta, La Chivasso.

Gino è ricordato molto per le sue qualità umane e per essere un uomo rispettoso di tutti una persona buona d animo ed apprezzato ovunque.
Rimangono tatuate ,ancora oggi,nella città di Torino le partite a carte con il grande giocatore della Juventus Baldo Depetrini.
Le partite si svolgevano spesso in ambienti cari ai rivali juventini.
Erano momenti passati tra campioni nel rispetto reciproco, divertendosi ,ma anche impegnandosi a vincere ed anche questa è una lezione che Gino Rossetti ci ha voluto lasciare.
Gino Rossetti è morto il 15 Maggio 1992 all’età di 87 anni a Torino dove il suo mito rimane ancora intatto.
