Un giovane calciatore del Genoa posa in maglia rossoblù con sponsor Pulsee Luce e Gas, davanti a tende rosse e blu, con un vecchio pallone sotto il braccio.

Il Genoa si presenta in rossoblù con sponsor Pulsee Luce e Gas.

Il mercato di gennaio non è mai un mercato “dei sogni”.
È un mercato di necessità, di correzioni, di decisioni che dicono molto più della filosofia di un club rispetto alle sessioni estive. E quello del Genoa, nel gennaio 2026, va letto esattamente così: non come una rivoluzione, ma come un tentativo di rimettere ordine a una rosa che aveva qualità sparse e poca coerenza funzionale.

Questa è un’analisi a freddo, fatta a finestra chiusa e con i numeri sul tavolo.

Entrate

Justin Bijlow

Ruolo: portiere

Formula: acquisto a titolo definitivo
Provenienza: Feyenoord

Il Genoa interviene in modo chiaro su un ruolo chiave: la porta. 
Bijlow arriva con un costo contenuto (dato confermato da più fonti di mercato nazionali) e un profilo che, se sano, è da portiere di fascia medio-alta per la Serie A. Sa essere una grande chance per tornare sul palcoscenico più prestigioso alle porte: il Mondiale.

Titolare in Eredivisie; esperienza europea; percentuale parate sopra la media del campionato olandese nelle ultime stagioni complete. Questi i dati oggettivi. Sempre molto alto, gioca e si diverte con i piedi, esce dalla porta con sicurezza. Capiterà commetta qualche errore, fa parte del rischio che il suo gioco comporta, starà al tifoso Genoano comprendere sia inevitabile e tramite statistiche, giungere al giudizio più obiettivo.

È una scelta da punti, non da progetto. Non si prende Bijlow per rivenderlo, ma per alzare il floor della squadra. L’incognita è una sola ed è nota: la continuità fisica. Se regge, è un upgrade netto. Se no, resta una scommessa incompiuta.

Tommaso Baldanzi 

Ruolo: trequartista

Formula: prestito con diritto di riscatto
Provenienza: Roma

Qui il Genoa decide di aggiungere qualità pensante, non muscoli.
Baldanzi arriva per dare ciò che mancava: connessioni tra centrocampo e attacco.

Utilizzo a spezzoni; minutaggio medio basso; 1 gol, pochi ma significativi tocchi tra le linee, Baldanzi non è un “uomo-salvezza” nel senso classico. È un facilitatore: rende meglio se la squadra sale, se il pallone arriva pulito, se qualcuno attacca mentre lui pensa. Se lo isoli o lo abbassi troppo, lo sprechi.

Il Genoa non lo prende per risolvere tutto, ma per alzare il QI calcistico di alcune fasi.

Nils Zätterström

Ruolo: difensore centrale

Formula: prestito con diritto di riscatto
Provenienza: Sheffield United

Operazione coerente con un gennaio intelligente: valutare prima di investire. Centrale giovane, fisico importante, margine di crescita, non è un “pronto-salvezza” automatico. È un difensore che va protetto dal sistema: distanze corte, mediana che filtra, linea non troppo alta. Se messo nelle condizioni giuste, può crescere. Se lasciato a campo aperto, rischia.

La formula dice tutto: il Genoa vuole vederlo, non sposarlo al buio.

Alexsandro Amorim de Freitas

Ruolo: centrocampista

Formula: acquisto a titolo definitivo
Provenienza: FC Alverca

Questa è l’operazione più significativa in prospettiva.

E quella accolta con più entusiasmo anche dai tifosi RossoBlu. Il Genoa investe una cifra importante per gennaio, segnale che non si tratta di una toppa. Classe giovane, fisicità, capacità di reggere duelli e ritmo, Amorim non va giudicato sui primi minuti, ma su due assi: utilità immediata nelle rotazioni (intensità, coperture); crescita nel medio periodo (asset).

Qui il club si prende un rischio calcolato. Ed è giusto dirlo: non tutte le scommesse vanno vinte subito.

Leo Østigård

Ruolo: difensore centrale

Formula: riscatto anticipato
Provenienza: Rennes

Il Genoa decide di non aspettare e lo riscatta.
Questa è forse la mossa più “conservativa” e al tempo stesso più sensata del mercato: presenze elevate, contributo offensivo su palla inattiva, continuità. Østigård non è un regista difensivo, ma è un difensore affidabile. In una stagione di lotta, avere certezze è più importante che inseguire l’estetica.

Uscite e razionalizzazione: meno confusione, più chiarezza

Morten Thorsby

Ruolo: centrocampista

Formula: cessione definitiva (Cremonese)

Qui si perde volume, corsa, colpi di testa, ma… leggi l’articolo

Nicolae Stanciu

Ruolo: trequartista

Formula: risoluzione contrattuale

Utilizzo limitato, minutaggio ridotto. Scelta pragmatica: se un giocatore non entra davvero nel progetto, meglio chiudere presto.

Valentín Carboni / Albert Grønbæk

Formula: risoluzione anticipata dei prestiti

Qui il Genoa fa pulizia funzionale. Tanti trequartisti, poca complementarità: a gennaio si sceglie di semplificare. DA CArboni ci si aspettava di più. L’impressione è quella del giocatore potenzialmente di livello, ma carente a livello mentale.

Lettura complessiva: cosa ci dice davvero questo mercato

A freddo, senza slogan: il Genoa non ha fatto un mercato disperato, ha fatto pochi innesti veri, ma mirati. Ha ridotto la confusione in alcuni reparti e investito su un paio di profili strutturali.

Non è il mercato che ti salva da solo. È il mercato che ti mette nelle condizioni di salvarti, se poi la squadra viene messa nelle condizioni giuste. E giocatori già presenti come Northon, Martin, Ruslan (seppur da un piede solo e meno attivo di qualche anno fa), Vasquez, Frendrup (eterno partente), Ellertsson, il ritrovato Vitinha erano già fautori di buone probabilità.

Conclusione (da tifoso, ma con la testa)

Da tifoso, una cosa la senti: questa rosa non è da ultime posizioni.

Da analista, una cosa la sai: il mercato conta fino a un certo punto. Conta come lo usi.

Il Genoa di gennaio 2026 ha fatto scelte sensate, non spettacolari.
Ora la differenza la faranno l’equilibrio tattico, la gestione delle energie, la capacità di mettere ogni giocatore nel suo habitat.

Il resto lo dirà il campo.
E come sempre: Forza Genoa, con giudizio ma senza smettere di crederci.

Valentina Jannacone

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