De Rossi. 2025

Il tecnico del Genoa CFC si avvicina all’ultima gara casalinga della stagione tra orgoglio, prudenza e una punta di fastidio per l’incertezza organizzativa che ha preceduto il match contro il Milan. In conferenza stampa l’allenatore ha parlato apertamente delle difficoltà create dalla decisione tardiva su data e orario della partita: “È stato un fastidio condiviso da tutti, dal Milan alla Roma fino alla Lazio. Non sapevamo come gestire allenamenti e riposi”.

Nonostante ciò il focus resta sull’ultima esibizione davanti ai tifosi del Luigi Ferraris, con cui il tecnico rivendica una forte sintonia costruita durante i sei mesi alla guida del Genoa: “Dobbiamo salutarli con una grande partita”. Nessuna voglia di trasformare il finale di stagione in una passerella: “Faremo una gara seria. Vengo da un calcio in cui le ultime giornate erano già scritte e mi faceva schifo allora come oggi”.

Sul proprio futuro l’allenatore ha respinto le voci di mercato: “Non mi ha cercato nessuno. La mia priorità è il Genoa”. Ha poi anche criticato il modo in cui alcune sue dichiarazioni vengono interpretate: “Ogni tanto dovrei dire qualche banalità in più per evitare titoli distorti”.

Guardando al percorso della squadra, il mister si è detto soddisfatto della crescita mostrata dal gruppo, soprattutto nella gestione del possesso palla e nella personalità: “Siamo vicini a quello che speravo di raggiungere”. La salvezza, ottenuta nonostante numerosi problemi fisici, viene definita “giusta”.

Capitolo infermeria: difficile il recupero di Norton-Cuffy, mentre restano da valutare le condizioni di Ostigard e Vasquez, entrambi affaticati dopo una stagione molto intensa. Fiducia invece totale in Baldanzi: “Per me è un giocatore da cui ripartire al 200%”.

Il tecnico guarda quindi con rispetto al Milan, nonostante le assenze pesanti: “Meglio non trovare squadre forti in crisi. L’orgoglio dei campioni può fare la differenza. Anche senza alcuni titolari, resta una squadra di valore incredibile”.

De Rossi traccia poi un bilancio della stagione tra orgoglio, autocritica e prospettive future, individuando nella sfida persa contro l’Atalanta il momento in cui ha capito che la squadra avrebbe raggiunto la salvezza: “Lì ho visto il coraggio dei miei giocatori. Mi sono detto: questi mi salvano”. Sul piano matematico, invece, la svolta arriva a Verona dopo il successo sulla Roma: “Con quei sei punti in una settimana ho capito che eravamo praticamente salvi”.

Tra le immagini simbolo dell’annata, il tecnico cita poi anche la rimonta contro il Bologna, definita “una partita ripresa grazie alle prodezze dei miei giocatori”. Più critico invece il giudizio su alcune prestazioni: “Non voglio più vedere il secondo tempo col Pisa. Quando affronti squadre alla tua portata devi avere il controllo del gioco”.

L’allenatore considera un vantaggio la continuità tecnica in vista della prossima stagione: “Ripartire con lo stesso allenatore aiuta sempre, se non ci sono strascichi negativi”. Molto dipenderà però dal mercato e dalle esigenze economiche del club.

Parlando del suo rapporto con Genova, il mister racconta di essersi integrato rapidamente nella città e nell’ambiente rossoblù: “Mi piace vivere i posti in cui lavoro, capire la mentalità della gente. Qui sento una passione simile a quella di Roma”. Allo stesso tempo avverte che nel calcio gli equilibri cambiano in fretta: “Bastano quattro o cinque sconfitte per cambiare l’atmosfera”.

Ampio spazio anche a Ruslan Malinovskyi, indicato come uno dei protagonisti della stagione e probabilmente alla sua ultima gara al Ferraris. Il tecnico ne esalta professionalità e qualità: “Ti garantisce sei-sette vittorie all’anno”. Sulla sua eventuale sostituzione, chiarisce: “Non esiste una copia di Malinovskyi. Servirà un giocatore più giovane ma con qualità, intensità e gol”.

Guardando alla sfida contro il Milan, il tecnico rifiuta il ruolo di favorita nonostante il momento difficile dei rossoneri: “Il Milan resta una potenza mondiale. I grandi campioni nelle partite pesanti tirano sempre fuori qualcosa di speciale”.

Infine, una riflessione sui giovani, considerati centrali nel progetto del Genoa: “Sono spugne, assorbono tutto e hanno fame. Con ragazzi ad esempio come Ekhator o Zatterstrom puoi immaginare una crescita senza limiti”.

La conferenza si chiude con una nota personale e sorridente dedicata a Chanel Totti, vincitrice di Pechino Express. Il tecnico, amico storico di Francesco Totti, racconta con affetto di averla vista crescere: “Ha l’umorismo del padre e gli occhi puliti. Francesco e Ilary l’hanno cresciuta bene”.

Gip

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