Malinovskyi tra i giocatori del Genoa in maglia rossoblu, tifosi in curva con striscioni, azione di calcio al stadio tra Genoa e Udinese durante una partita intensa

La traversa di Malinovskyi nel primo tempo

E’ la dura legge del gol, cantavano gli 883. Mai canzone è più adeguata per questa partita. Il Genoa è bello e sfortunato ma fallisce l’aggancio in classifica all’Udinese, che non merita ma porta a casa la vittoria. Ed è l’unica cosa che conta. Poteva essere il momento giusto per passare all’altra metà della classifica. Ma il calcio si sa, è beffardo, come la vita.

Il primo tempo è di fatto un lunghissimo monologo rossoblu. La mano di mister De Rossi si sente, eccome, anche sul lato atletico, oltre che a quello tattico. I genoani sono intensi, aggressivi, spavaldi, attaccano spesso con tantissimi uomini oltre la metà campo e fanno un pressing molto alto che gli uomini di Runjaic soffrono fin dal calcio d’inizio. Un gioco molto dispendioso che porta poi il conto da pagare, se non si concretizza.

Dopo i primi venti minuti di dominio territoriale sterile, arriva la prima scossa di marca Genoa. Fallaccio di Kamara su Messias sul fronte destro d’attacco. Calcio di punizione troppo invitante per un mancino sensibile come quello di Malinovskyi che infatti fa partire un siluro a rientrare sulla traversa di uno stralunato Okoye al 24′. Due minuti dopo arriva la seconda botta: lancio lungo di Ostigard che scavalca la difesa friulana a pescare Colombo a centro dell’area. L’attaccante viene anticipato da un’uscita pazza del portiere bianconero che con i pugni respinge sfiorando la testa dell’avversario, la palla arriva a Vitinha che a porta vuota conclude fuori con un destro ciabattato. La terza grossa chance arriva al 34′ sul sinistro dello scatenato Colombo che schianta la traversa con un siluro a spiovere potentissimo da posizione angolata. Sarebbe stata pura cineteca.

L’Udinese è tramortita. Zaniolo è fischiato e nervoso (forse per la mancata convocazione in nazionale agli spareggi mondiali) ma anche il più pericoloso degli ospiti. Lo spezzino si fa vedere solo in scadenza di tempo con una conclusione da fuori, smorzata da Frendrup. Ma prima della fine c’è ancora un’opportunità enorme per Colombo che non segna da pochi passi dopo uno schema su angolo calciato ancora dal play ucraino. La palla attraversa tutto lo specchio della porta e si spegne a lato dal palo di Okoye.

Quattro grandi occasioni a zero, tutte sprecate. Il Genoa non rallenta neanche in apertura di ripresa: Messias scalda subito i guantoni del portiere con un bel gancio a giro, alzato in angolo dal portiere. Sullo stesso corner ancora Malinovskyi impegna Okoye con i pugni per evitare un gol olimpico.

Il forcing sembra non smettere mai e culmina con il rigore, assegnato e poi rimosso dall’arbitro dopo visione Var al 49′: Colombo si gira benissimo in area e fa passare la palla sopra Kabasele che tocca col braccio. Dopo tre minuti di consultazione il direttore di gara opta per il No: il braccio è in posizione “congrua”.

E’ lo switch della gara che da lì in poi cambia volto. Perché il Genoa comincia a mollare di brillantezza e l’Udinese, sorniona come un serpente a sonagli, è pronta mordere alla prima occasione. De Rossi se ne accorge e inserisce forze fresche buttando nella mischia Baldanzi per Messias. E il piccolo trequartista al 63′ si fa mezzo campo di corsa folle per stoppare Zaniolo lanciato solitario di fronte a Bijlow.

Ma due minuti dopo ecco il patatrac: proprio Zaniolo riesce liberarsi sulla destra e a pennellare a centro area per l’inserimento di Ekkelenkamp che sbuca in mezzo all’area piccola e beffa di testa l’estremo rossoblu, sorprendendo una difesa un po’ sbilanciata. Lo 0-1 stordisce i padroni di casa che reagiscono ma in maniera confusa, mentre la benzina cala precipitosamente. L’Udinese controlla, si chiude e riparte con ordine. Norton-Cuffy ci prova da lontano a dieci minuti dalla fine ma Okoye è attento.

Poi Davis (fino a quel momento invisibile) la chiude al sesto minuto di recupero fulminando Bijlow in uscita con un sinistro a fil di palo: 0-2.

Risultato ingiusto, ma il calcio è così. Dopo la pausa ci vorrà lo sprint finale per arrivare all’agognata salvezza.

 

 

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