Siamo quasi al termine di questo entusiasmante campionato, pronti a tirare le somme. Ma prima dell’ultima dell’anno di venerdì sera, quando peraltro ritroveremo l’amato ex Thiago Motta, mi permetto di fare già qualche osservazione su questo 2023/2024 ricco di soddisfazioni.
- Gilardino. La riconferma è un segnale forte: “il ragazzo si farà”, pensavamo tutti e così è stato. Le spalle sono larghe e il team composto dal suo valido secondo , Gaetano Caridi, dai ben noti preparatori dei portieri, Alessio Scarpi e Stefano Raggio Garibaldi, e dal collaboratore tecnico, Roberto Murgita, hanno dato forza al progetto di crescita del Mister. Nel corso del campionato è migliorato visibilmente seppur ancora con qualche “difetto”: le prestazioni migliori le abbiamo vissute con le grandi squadre, mentre con le medio-piccole, con cui ci si sarebbe aspettati di fare gioco, spesso ci si è trovati di fronte ad un Genoa ingessato e poco propositivo; i cambi hanno sempre creato qualche problema di assestamento, tanto da portarci perfino a subire reti proprio dopo l’avvenuta sostituzione; l’impiego di Retegui è stato penalizzante per lui che ha evidenti doti non espresse al meglio a causa di un tipo di gioco che non gli si addice molto come dimostrato anche dallo schieramento in nazionale che gli si addice molto di più. Nel corso del campionato, tuttavia, abbiamo visto un costante miglioramento e la classifica dimostra che il lavoro svolto, al primo anno di Serie A, è da considerarsi positivo.
- I punti considerati deboli. Mi riferisco in particolare alle fasce. Sabelli, Martin e Haps non sono evidentemente players di categoria, ma il Gila è riuscito a sfruttarne al meglio le caratteristiche portandoli tutti a reggere il campionato in modo ottimale. Stefano ha corso e si è dimostrato, nonostante i limiti tecnici, importante per noi; Aaron, quando lasciato esprimersi dal centrocampo in su, ha contribuito con traversoni insidiosi; Ridgeciano ha dato il proprio contributo seppur probabilmente più adatto alla serie B. Ho tenuto fuori volutamente Spence che ha doti ben più elevate seppur pecchi in fase difensiva come il collega spagnolo che però vanta dietro il supporto di uno straordinario Vasquez. Insomma, nel calciomercato che si appresta a tener banco nei nostri articoli, ci si aspetta questi due ruoli siano coperti da new entry.
- Gli addii. Salvo Strootman, già confermato, le voci si susseguono. Per chi ci ha seguito su altri canali, non è certo novità di oggi la possibilità Josef Martinez lasci il Genoa. Il ragazzo, dalle doti tecniche ottime, che compensano una reattività non eccelsa (non sono io ad affermarlo, ma i dati ricavati con la tecnologia al vaglio degli osservatori) e dai piedi molto ben educati che permettono di trasformarlo all’occorrenza, in “libero” e valore aggiunto ineguagliabile anche paragonato ai grandi numeri 1 del nostro campionato, era stato da tempo considerato cedibile in caso di grandi offerte. E queste pare stiano arrivando. A chi si disperi vorrei ricordare come quando arrivò nessuno fosse certo delle sue capacità… Il nome più chiacchierato e per cui la maggior part dei tifosi si è arresa, è quello di Albert Guðmundsson. Gioiello dalle doti ormai conosciute in tutti i campionati europei, la speranza è che, come da volontà di Genoa e procuratore, possa andare in Premier. Quello che mi lascia perplessa è la quotazione di cui si sente parlare. 30/35 ml per lui, se pensiamo a Dragusin e Martinez (per cui si sussurra di un’offerta da 34 e di cui sapevamo di una di 30 ai tempi della scelta di cedibilità), paiono pochini, soprattutto riuscendo facilmente ad immaginare ciò che potrà diventare.
- Gli addii 2 – un’idea personale. E qui torno a parlare del nostro centravanti Mateo Retegui. Di indiscusso valore, salvo la necessità di un cambio di atteggiamento e gioco, non credo possa essere l’ideale per il Genoa targato 2024/2025. Certo per ora non vi sono offerte e tale suggestione deriva dal solo esame del campionato (quasi) passato. Nel prossimo potrebbe essere messo più a proprio agio, lasciato a dedicarsi alla fase offensiva di cui è indiscusso protagonista con il suo “vedere la porta” e tirare istintivo. Ma sulla base di questa stagione, spererei in un impego serrato agli Europei e all’arrivo di offerte: per lui, che potrebbe esplodere appieno, per noi, che potremmo prendere un sostituto più adatto epr caratteristiche al gioco fin qui voluto dal Gila. Vedremo. La speranza è vedere un Grifone con gli artigli e lui a graffiare la porta.
- Special mentions. Qui proporrei solo i nomi, che i commenti vengono da sé: Morten Frendrup in primis e a seguire Johan Vasquez. Inserisco anche Vítor Manuel Carvalho Oliveira – Vitinha: lo abbiamo visto poco, ma quel poco…
- I veterani. Quelli che talvolta ci fanno arrabbiare, ma che quando non ci sono… si sentono. Questa frase la riferirei in particolare a Milan Badelj, ma pure a Mattia Bani.
- I “Brontolati“. Qui c’è molta soggettività a seconda del tifoso. Di certo, il più discusso è Caleb Ansah Ekuban. Ebbene, so che farò alterare qualcuno, ma non riesco a dirne male. Certo, i limiti li si conoscono, sono palesi, ma il ghanese non merita tanto astio: si impegna sempre al meglio delle proprie possibilità e il suo contributo, al netto di tanti errori, è stato comunque rilevante. Insomma, se dovesse restare, io non ne soffrirei troppo certa che, con un Grifone rinforzato, potrebbe essere una riserva di sicuro impegno.
- Il rimandato. Anche qui, qualcuno avrà da dire. Mi si accuserà anche di vederlo ancora con una maglia sgradevole e sgradita. Ma non è il suo passato a darmi noia. Salvo le ultime partite, per il quale il giudizio resta sospeso, Morten Thorsby non mi ha convinta. Fino alle ultime 3, ho trovato irriconoscibile il norvegese: sempre troppo distante dall’avversario quando in marcatura, girava a vuoto, cercato nei rilanci per il suo colpo di testa, spesso era però poco utile. Nell’ultimo periodo però si è dimostrato un giocatore diverso: assist e goals, inserimenti e recuperi migliorati. Personalmente attendo il prossimo anno per un giudizio definitivo.
Queste alcune delle tante osservazioni che avrei voluto fare. Resta un campionato che se fosse continuato sarebbe forse stato sorprendente, e che è stato divertente e appagante. Resta, non da ultimo, un anno di tifo memorabile, di quelli all’altezza della nostra fama dove intere famiglie sono tornare al Tempio e il pienone non è mai mancato. Resta il sorriso e la voglia di finire in bellezza contro un Bologna che, nonostante l’obiettivo Champions sia consolidato, verrà qui arcigno e convinto di vincere. Venderemo cara la pelle e sarà un grande Genoa, comunque vada!
Applausi